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Amministrative 2012, polemiche da campagna elettorale

Emilio Messana interviene sull'incompatibilità della carica di Vittorio Messina con il ruolo di assessore, la Camera di commercio replica. Arnone attacca Minacori e Zambuto. Lo Bello se la prende con Carta

Una settimana all'apertura dei seggi elettorali. Tra i tour dei candidati a sindaco nei vari quartieri della città e il via vai di esponenti nazionali di partito ad Agrigento, continuano le polemiche da campagna elettorale.

Polemiche che sembrano venir fuori a scoppio ritardato. Emilio Messana, segretario provinciale del Partito democratico, nei giorni scorsi ha inviato una nota alla Giunta esecutiva della Camera di commercio, sottolineando che la carica di assessore è incompatibile con quella di presidente della Camera di commercio. Il presidente Vittorio Messina, infatti, è stato designato assessore da Marco Zambuto. Ciò risale però all'11 aprile, giorno della presentazione dei domumenti e delle dichiarazioni al Comune per l'ufficializzazione delle liste e dei candidati sindaci. Nel tardo pomeriggio di quel mercoledì 11 aprile Messina, tramite una nota stampa, faceva già un passo indietro, dicendosi sorpreso, ma declinando l'invito.

La Camera di Commercio replica alla nota del segretario provinciale del Pd: "Il presidente Messina - si legge -, che aveva già chiarito la sua posizione in merito, ha ribadito la sua intenzione di continuare a svolgere il mandato secondo quel ruolo di terzietà. Pertanto la questione è da considerarsi definitivamente chiusa ed estranea ad ogni speculazione politica".

Altro battibecco, stavolta all'interno della stessa "squadra" a sostegno del candidato Totò Pennica: a scontrarsi sono Vittorio Sgarbi e Angelino Alfano. Sembrerebbe che Alfano non sia d'accordo nell'affidare a Sgarbi l'assessorato alla Cultura di Agrigento e che non sia stato consultalto circa  l'eventualità. "Se il segretario del Pdl Alfano - risponde Sgarbi - ad Agrigento non concorda sulla proposta del candidato sindaco Totò Pennica, lo dica. E io, eventualmente, non avrò alcuna remora a ritirare la mia disponibilità e la mia delegazione, con un comizio pubblico il 4 maggio, denunciando la sua scorrettezza formale".

Torna all'attacco anche Giuseppe Arnone, "sparito" per qualche giorno per impegni professionali. Nel mirino stavolta Paolo Minacori, portavoce di Epolis, e Salvatore Falzone, consigliere di amministrazione al Cupa. Il primo è accusato da Arnone di aver realizzato alcune valorizzazioni di locali al viale della Vittoria, in difformità ai parametri relativi alle altezze minime dei locali. Il candidato sindaco attacca poi l'avversario Marco Zambuto, il sindaco uscente, per aver nominato Falzone, già assessore comunale della giunta Piazza, nipote del capomafia Calogero Russello, membro del Cda del Cupa.

Mariella Lo Bello se la prende con Giampiero Carta, esasperata dai ripetuti attacchi nel corso degli ultimi incontri. "Basta grotteschi attacchi alla mia persona", ha affermato l'ex sindacalista a margine dell'incontro di questa mattina con gli abitanti del centro storico, aggiungendo che solo la sua è una candidatura alternativa a Zambuto, Arnone e Pennica.

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