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Pennica al tavolo con Maurizio Lupi, a cena i veleni della campagna elettorale

Incontro ieri sera del direttivo del Pdl con ospite il vice presidente alla Camera. "Una campagna elettorale difficile", afferma il partito. Pennica stuzzica gli avversari con la testa al ballottaggio

Seduto al tavolo insieme agli esponenti del Pdl, Totò Pennica, con le maniche della camicia rigirate per il gran caldo, si rimette la giacca non appena entra Maurizio Lupi.  L'ospite d'onore, vicepresidente della Camera ed ex segretario nazionale del Pdl, viene accolto con i dovuti convenevoli ad Agrigento dove è venuto a portare una ventata di governo nazionale.

"Non conoscevo Totò - dice dopo aver sentito l'intervento dell'avvocato penalista - ma Angelino ha scelto bene". Non ha molte altre parole da spendere Lupi riguardo queste amministrative e alla città in generale. Il suo discorso si concentra sulla politica, sulla necessità di ritornare alla buona pratica amministrativa. "Il problema non è Grillo, siamo noi", dice citando l'ultimo caso che ha riempito qualche pagina di giornale. Poi si rivolge ai numerosi candidati al Consiglio presenti in sala, cercando di coinvolgerli nel senso del suo discorso, ossia il recupero della passione politica.

Accanto a Lupi, i “tre dell'ave Maria”: il deputato nazionale Enzo Fontana, il segretario provinciale del Pdl e deputato regionale Nino Bosco e l'europarlamentare Salvatore Iacolino. "Una campagna elettorale difficile", affermano a turno gli esponenti del partito agrigentino. Bosco parla di clima avvelenato riferendosi alle recenti dichiarazioni di Roberto Di Mauro, leader del Mpa agrigentino, il quale ha nuovamente replicato alle accuse del Pdl. "Ex amici passati poi dall'altra parte e che ora offendono il nostro Alfano", aggiunge Fontana, guardando al Patto per il territorio. "Noi del Pdl cerchiamo il consenso liberamente e non attraverso atti intimidatori come si fa al governo regionale", la ciliegina sulla torta messa da Iacolino, che si scaglia contro il governo di Raffaele Lombardo e contro la maggioranza che lo sostiene.

E Pennica rincara la dose, chiamando in causa Piero Macedonio, del Patto per il territorio, il quale avrebbe recentemente dichiarato di voler proporre la Giunta Piazza. "Equivoci da mantenere lontani", dice Pennica sorridendo. Cita poi la provocazione dell'avversaria Mariella Lo Bello, che ha esposto un manifesto intitolato "MonEpolis: il grande gioco della città". Pennica però sembra non dar peso a nulla: si sente già al ballottaggio e annuncia il suo ultimo comizio a Porta di ponte domani sera, invitando i presenti a portare quanta più gente possibile. "Dopo di me comizierà Carta e poi Zambuto, o forse l'onorevole La Russa”, l’ultima frecciata velenosa del candidato di Epolis. "Stiamo concretizzando il senso dell'alleanza con il Pdl - conclude Pennica - un'alleanza che è fatta anche di amicizia tra i candidati di Epolis, del partito e di Cantiere popolare".

(dbr)

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