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Giovani democratici, il logo

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Amministrative, Giovani democratici: "Stanchi dei giochetti politici"

Scontenti i Giovani democratici dell'alleanza stretta dal Pd in vista delle elezioni. E soprattutto del modus operandi. Come una partita a scacchi

Ribadendo la loro autonomia organizzativa, i Giovani democratici del Pd agrigentino intervengono con una dura nota riguardo le alleanze, ancora da chiudersi, in vista della tornata elettorale del 6 e 7 maggio. "Siamo stanchi dei giochetti sottobanco e delle strategie politiche utilizzate fino ad ora dai partiti", scrivono Calogero Parisi, segretario cittadino dei Gd e Alessio Setticasi, della direzione regionale.

Non manca un attacco al Partito democratico stesso, il quale "a questo modo di far politica sembra fare orecchie da mercante, forse perché maggiormente impegnato ad inseguire candidature che noi riteniamo discutibili e alleati ai quali va attribuita la responsabilità del mal governo degli ultimi decenni".

Sembrerebbero scontenti i Giovani democratici dell'alleanza stretta dal Pd con Mpa, Fli, Api e Grande sud. E soprattutto del modus operandi. Come una partita a scacchi, dove "i partecipanti al tavolo cercano di intuire la mossa dell' avversario, prima di prepararsi ad esporre la propria. E’ ormai da diverse settimane che si gioca intorno ad ipotetiche canditure sostenute da altrettante ipotetiche e fantasiose alleanze trasversali, attorno alle quali si cerca di dare una legittimazione poco chiara a scelte che non sembrano legate con i problemi reali di una città".

Che si chiudano presto i giochi e si discuta di problemi, insomma. I Gd mettono in evidenza le problematiche, in primis la disoccupazione giovanile, oltre il 30percento, l'emigrazione e la crisi di rappresentanza dei partiti. "Una politica - concludono -, fatta dai signori del potere, vuole puntualmente utilizzare le occasioni elettorali non come momento di massimo  esercizio della democrazia, ma come una ulteriore possibilità per ribadire le logiche clientelari veicolate dalle false promesse che come si sa svaniscono come neve al sole esattamente il giorno dopo le elezioni, ma che invece servono ai rappresentanti dei vari potentati, a poter meglio fare i calcoli numerici degli eventuali voti di cui disporre, per far pesare la proprie scelte".

(dbr)
 

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