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Nicola Grillo candidato a sindaco, Mpa-Fli e Grande sud decidono

Di Mauro, Gentile e Cimino scelgono il candidato per Agrigento. Il Pd escluso dalla scelta dovrà acconsentire o ritirarsi. Il Pdl sembra aver dato l'ok a Grillo. Uscita del Pd dalla coalizione in vista?

"Nicola Grillo è il candidato e sono contento che sia stato scelto dalla nostra coalizione insieme a Roberto Di Mauro e Luigi Gentile". E' ufficiale, lo conferma Michele Cimino. Uno dietro l'altro, i candidati di questa campagna elettorale, iniziano a venir fuori ormai a nove settimane dalle elezioni.

"Il progetto sostenuto da Mpa, Fli e Grande sud verrà portato avanti da Grillo", ripete Cimino, dimenticando qualcosa. Il Partito democratico, interno alla coalizione, sembra totalmente escluso dal ragionamento inerente la scelta del candidato. "Mi pare - dichiara il deputato di Grande sud - che ancora il Pd stia consumando dei passaggi interni e si aspetta il sì a Grillo". I tre dirigenti del partito hanno deciso. Ora la proposta a Pd e Pdl. Se dovessero accettare entrambi si andrebbe a realizzare davvero quella maxi coalizione ipotizzata nei giorni scorsi. "A noi non interessano le coalizioni predeterminate, ma un candidato e un progetto da condividere". Un candidato che andrebbe esteso a più forze possibili, nel discorso del leader di Grande sud,  "da Epolis, a SocietaS, al Pd".

Ieri a Roma l'incontro tra Nicola Grillo e Angelino Alfano, che pare abbia dato l'ok alla candidatura dell'avvocato. Notizia da confermare. Nino Bosco, segretario provinciale del Pdl e Nicola Grillo, da noi contattati, non ci hanno ancora concesso interviste.

Ma il discorso di Cimino non è ancora concluso. Una parola nasce spontanea sul sindaco uscente, forse per ribadire la forte contrapposizione rispetto a questo. "Io non voto Zambuto nonostante sia espressione di un partito del terzo polo con cui noi dialoghiamo a livello nazionale, ma i suoi giochi politici hanno tradito quel 'al di sopra dei partiti' che era la sua promessa elettorale".

In questo quadro politico variopinto e ancora da definire, il Partito democratico sembra non voler stare in una coalizione che comprende il Pdl. "Sono contrario", affermava Angelo Capodicasa due giorni fa. Una lotta combattuta ad armi impari. Da un lato Alfano, con l'imponente peso politico, dall'altra il Pd che sembra aver perso voce in capitolo all'interno della propria coalizione, confermata dal direttivo provinciale proprio domenica scorsa, ma rimessa in discussione a nemmeno una settimana.

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