Milioto: "Èpolis non è mai stata una proposta al di sopra dei partiti”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Una lunga lettera aperta quella del candidato al Consiglio comunale di Agrigento della lista civica Epolis, Antonino Milioto.

"Non una sola dichiarazione della sua presidente Piera Graceffa o del suo portavoce Paolo Minacori prima, del suo candidato sindaco Totò Pennica dopo, è andata in tal senso. Nasce come un movimento civico, formato da gente libera con il desiderio di governare questa città, a cui si sono aggiunte tante persone altrettanto libere con la voglia di esprimere un proprio candidato e con lui, le proprie idee. Non essendo una formula al di sopra dei partiti, non riecheggiano nemmeno lontanamente i presupposti elettorali di cinque anni fa. Èpolis attua piuttosto una nuova modalità di rapporto con i partiti. Non un candidato alla poltrona di sindaco scelto dalle segreterie di questo o di quel partito o peggio da uno schieramento tra partiti, formato da un arcano patto di forza, più che da una comunanza ideologica e di intenti, non le telefonate per convincere qualcuno a scendere in campo da parte di qualche esponente politico influente, ma un professionista, un uomo libero, che viene acclamato nel corso di un’affollata assemblea, come “la persona idonea per amministrare la propria città”. Non credo che sia difficile da comprendere questa differenza tra il modus operandi di Èpolis e i metodi tradizionali di scelta di un candidato. Perché questa differenza assume un’importanza sostanziale? Perché quell’uomo potrà considerarsi ed essere libero di operare le sue scelte, a partire dalla più semplice: “cosa dire”, “come gestire la propria campagna elettorale”, fino a quella di come comporre la propria squadra. Unico referente diretto è quel gruppo di persone che lo hanno fragorosamente applaudito, una domenica mattina, chiedendogli una sola promessa: onestà di cuore e di intelletto. Infatti, a tutti coloro che muovono più o meno velatamente l’accusa di un voltafaccia, di una presa in giro da parte di Èpolis e del suo candidato sindaco, riguardo l’appoggio dei partiti, mi viene da pensare che abbiano perso una qualche intervista di troppo o che non siano stati presenti alle riunioni del martedì.Qui mi permetto una considerazione di “pancia”: presupposto per criticare è conoscere bene fino in fondo l’oggetto della propria critica. Presupposto, invece, di una presa in giro è che ci sia alla base una qualche promessa disattesa. Ma se mai è stato affermato che Èpolis respingesse i partiti, se mai si è parlato di una formula al di sopra dei partiti, come è possibile che ci sia così tanto stupore oggi del loro appoggio? In qualche esternazione di piazza ho raccolto che solo gli agrigentini, definiamoli così, creduloni (in realtà a volte è stato detto anche altro), solo quelli che vivono nel paese delle meraviglie  di Alice, votano Èpolis. Invece, forse, si tratta di quegli agrigentini che si sono informati più di altri, che pensano sia meglio un sindaco scelto da “un’assemblea di gente comune”, che poi questo o quel partito decide di appoggiare, piuttosto che una vecchia proposta o un candidato deciso a tavolino da “un’assemblea di esponenti politici”.  Per qualcuno, questa differenza, da quando si è deciso per il sostegno politico di Èpolis, non assume importanza, ma per molti altri non è così. Magari sono proprio quelli che pensano che “al di sopra dei partiti” non esista, che sia quella la vera grande bufala, di difficile se non impossibile attuazione, a meno di non predisporre un plebiscito di popolo al quale non mi sembra che gli agrigentini siano pronti. A fin troppi, in tutta onestà, ho sentito dire: “devo votare tizio o caio, perché ho ricevuto quel favore o mi deve aiutare per…” e qui ci sta tutto il significato di quello che per Èpolis vuol dire:  “voto libero”; la libertà di non sentirsi indicare chi devi andare a votare, la libertà di esprimere in una riunione quello che si pensa, anche in conflitto con quel candidato sindaco, la libertà di non dovere necessariamente sottostare alla volontà dei vertici di un partito, anche di formare una coalizione, (concetto ben diverso da appoggio o apparentamento), che ti può stare stretta. Èpolis è oggi appoggiato dalle forze di destra e di centro, e forse è più questo il problema che non il mero consenso dei partiti. Nonostante ciò non è un mistero che una vasta area che fa riferimento al centro sinistra guarda con interesse il candidato Pennica. Più passano i giorni, più continuo a pensare che sia molto meglio un sindaco che ho scelto io, con un applauso, con il quale ho scritto e condiviso un programma e che quando interviene su questo o quell’altro argomento parla di contenuti e cose concrete, non un altro che mai avrei pensato di ritrovarmi in campo, espressione di “non so cosa ci facciano insieme” o “della serie: siamo sempre noi”!. È in ragione di questa libertà di espressione nel pieno convincimento di un progetto e dell’onestà delle persone che quel disegno portano avanti, c’è chi, come me, ha sfidato e superato le proprie rigide posizioni ideologiche, che forse nell’intimo restano intatte, seppur lontane da quelle aggregazioni partitiche solo originariamente deputate a rappresentarle. Io voglio vivere bene in questa città!"

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