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Elezioni Comunali 2012

Ballottaggio ad Agrigento, l'intervista doppia ai candidati sindaco prima del "silenzio"

Domenica 20 e lunedì 21 si ritorna al voto per la seconda tornata elettorale che vede sfidarsi, in questa finalissima, due volti, due uomini, due storie, due schieramenti politici, due programmi. Loro sono Marco Zambuto e Totò Pennica

A chi affideranno la città per i prossimi cinque anni gli Agrigentini? Il sindaco uscente Marco Zambuto e l'avvocato penalista Totò Pennica si contendono la poltrona di sindaco di Palazzo di città. Domenica 20 e lunedì 21 si ritorna così al voto per la seconda tornata elettorale che vede sfidarsi, in questa finalissima, due volti, due uomini, due storie, due schieramenti politici, due programmi di Governo per la città. L'intervista doppia in stile "iene" ai due candidati a sindaco prima del silenzio elettorale, prima del verdetto di lunedì sera.

- Tra due giorni Agrigento avrà un nuovo sindaco o vedrà riconfermato l’uscente. Come vi sentite?
 
Zambuto: "Sono sereno e fiducioso. Penso che la città abbia compreso l’enorme lavoro, a tratti oscuro, svolto in questi cinque anni. Abbiamo salvato il comune dal dissesto finanziario che avrebbe avuto conseguenze drammatiche per la collettività agrigentina in termini di perdita di posti di lavoro ed aumento delle tasse comunali. Inoltre, abbiamo ottenuto fondamentali finanziamenti che si tradurranno presto in cantieri lavoro. Ora Agrigento può ripartire".   
 
Pennica: "Sereno e fiducioso nella gente perché grande è la sua voglia di cambiamento".
 
- Quanto può essere indicativo il risultato della prima tornata elettorale?
 
Zambuto: "Il risultato del primo turno dice che io ho ottenuto una percentuale di voti nettamente superiore a quella delle due liste che mi sostengono. Il mio competitore invece non va oltre al 50% circa dei voti raccolti dalle sue liste. E’ il segno inequivocabile che un elettorato maturo come quello agrigentino ha compreso che dalla nostra parte esiste un chiaro e coerente progetto politico di rilancio della città. Dall’altra parte invece, un confuso tentativo di ritornare al passato. Un’ammucchiata che, guidata da Alfano, mira solo a rioccupare il potere per tornare a spartirsi poltrone, consulenze ed incarichi". 
 
Pennica: "Parecchio perchè il 61percento degli agrigentini comunque ha votato un candidato fra me, Lo Bello e Carta, l’ alternativa a Zambuto.
 
- Apparentamento. Spiegate all’elettorato la vostra scelta.
 
Zambuto: "Una scelta coerente con la necessità di governare la città in modo libero e trasparente, senza cedere a condizionamenti e logiche spartitorie. E’ stata questa, del resto, la chiara indicazione del corpo elettorale. Agrigento è una città matura, che guarda avanti e vuole cambiare. Non è più interessata ai balletti di una politica inconcludente. Chiede lavoro e servizi. In questo senso, a me non potevano interessare le ammucchiate finalizzate solo alla spartizione del potere. A me interessa esclusivamente realizzare la seconda parte del mio programma di governo. Dopo i finanziamenti, i cantieri. E, per farlo, bisogna rimanere liberi, autonomi e del tutto svincolati dai mille interessi che troppo spesso, in passato, hanno frenato lo sviluppo della città".  
 
Pennica: "Il popolo agrigentino si è espresso democraticamente. Ho ritenuto giusto che la volontà degli agrigentini venisse adeguatamente rappresentata in Consiglio comunale. Se la percentuale delle liste a me apparentate ha indicato la rappresentanza è giusto che questa sia la geografia politica in Consiglio comunale".
 
- Dopo il primo turno la campagna elettorale assume toni aspri proprio tra i due candidati. Cos'è successo?
 
Zambuto: "Bisognerebbe chiederlo al mio competitore che ha evidentemente confuso un confronto elettorale con una platea davanti alla quale esibirsi e mostrare i muscoli. Io continuo a ragionare e a progettare un futuro migliore per Agrigento. Per stile di vita, educazione familiare e formazione culturale e religiosa, non sono mai stato interessato agli insulti e alle invettive, specie quando sono false, gratuite ed inconcludenti".  
 
Pennica: "E’ successo che per distogliere l’attenzione degli agrigentini sui programmi e sui confronti si è passato all'attacco personale. Io ho sempre chiesto il confronto diretto davanti al popolo per potere parlare fuori dai personalismi e dei programmi per la città di Agrigento. Il mio competitore, sottraendosi, ha negato il confronto a me e soprattutto agli Agrigentini".
 
- Cosa vorreste dire all'avversario?
 
Zambuto: "Che la democrazia è un’altra cosa. E’ il luogo in cui si confrontano idee e progetti e non il terreno della rabbia, del livore e degli attacchi personali e familiari".
 
Pennica: "Riappropriati della tua identità politica, abbandona gli interessi personali  e lavora esclusivamente per il bene della città". 
 
- Cosa invece vorreste dire agli Agrigentini  (sia a chi vi ha votato, ma anche ai dissidenti e agli astenuti)?
 
Marco Zambuto con la moglie MarziaZambuto: "Di crederci. Che si tratta di un’occasione importante per assicurare il rilancio economico e sociale della città. Che quello che è stato fatto in questi cinque anni, compreso il finanziamento della rete idrica, del sistema di depurazione e fognario, del progetto di recupero del centro storico, chiamato Terravecchia di Girgenti, è stato possibile solo perché io ho guidato un’amministrazione libera, che non era soggetta a interessi particolari e clientele varie. Non sprechiamo tutto questo. Manteniamo Agrigento libera. In questo modo, nei prossimi cinque anni, metteremo a frutto i finanziamenti raccolti, apriremo i cantieri e daremo lavoro a questa città".     
 
Pennica: "Mi propongo come un cittadino che lavora e che vuole amministrare. La politica per me è servizio, quindi deve essere gratuita. Chi serve il popolo lo deve fare gratuitamente. Io lo farò gratis. Se ritenete che in questi 5 anni la città non è migliorata, non sono diminuite le tariffe ed al contrario è diminuito il lavoro per i giovani, allora votate l'alternativa, votate Totò Pennica, uno di voi".
 
- Ma chi sono gli Agrigentini?
 
Zambuto: "Un popolo serio e maturo, interessato ai fatti e non agli insulti, ad un progetto reale che porti lavoro e sviluppo e non alle semplici promesse elettorali".  
 
Pennica: "Gli Agrigentini sono un popolo fiero che deve essere incoraggiato e liberato. Io tento di mettermi al suo servizio con la mia faccia, con la mia storia professionale e senza alcuna tessera di partito". 
 
- La prima cosa da fare appena insediati per gli Agrigentini.
 
Zambuto: "Affidare i lavori per il rifacimento dell’intera rete stradale. Si tratta di sei milioni di euro. La gara è già stata bandita. Vorrei sottolineare come il denaro sia stato reperito grazie all’annullamento del progetto di raddoppio della via Empedocle. Mi pare un buon segno. Agrigento deve recuperare la sua dimensione medievale. Coi finanziamenti ottenuti, dobbiamo lavorare per ricostruire quella che è la vera incantevole bellezza della nostra città: la continuità ideale tra il centro storico, la valle dei templi e il mare".     
 
Pennica: "L’approvazione immediata del Piano Regolatore Generale, per un importante risvolto occupazionale di questa città".  
 
- Altre due cose da realizzare subito nei primi 6 mesi.
 
Zambuto: "Avviare i cantieri di cui parlavo prima. Il lavoro resta infatti la priorità assoluta. E, nello stesso tempo, attraverso un confronto con le categorie Totò Pennica e la moglie Eugeniaproduttive e con i cittadini dei vari quartieri, rendere più bella e vivibile la città. Penso, per esempio, al piano del colore e alla necessità di rendere pienamente fruibili gli spazi verdi".
 
Pennica: "Il primo impegno riguarda la riduzione delle tariffe dell'acqua e della spazzatura, più soldi nelle tasche degli agrigentini. Come seconda cosa appronterei una  squadra di manutentori che riparino immediatamente, a seguito di una chiamata del cittadino, le buche nelle strade, i marciapiedi rotti e comincino ad eliminare le barriere architettoniche a vantaggio degli anziani, delle donne in gravidanza e dei disabili". 
 
- Ultimo appello alla città prima del voto. Perché il cittadino ti dovrebbe votare?
 
Zambuto: "Per quanto detto finora. Perché Agrigento possa raccogliere ciò che, in questi anni, è stato seminato. Con fatica e sfruttando le risorse umane ed intellettuali del comune e non, tengo a sottolinearlo, sprecando denaro pubblico attraverso l’affidamento di incarichi e consulenze esterne. Come era stato fatto prima della mia amministrazione da quello stesso gruppo di potere che aveva speso ben 3 miliardi e 702 milioni delle vecchie lire e che ora, capeggiato da Alfano, intende rioccupare il comune per riprendere la vecchia politica di favori e clientele. Ma sono sicuro che la città non consentirà che si torni indietro. Noi abbiamo urgenza di completare il percorso che abbiamo iniziato. Solo così Agrigento volterà definitivamente pagina".
 
Pennica: "Votatemi perchè sono uno di voi, un cittadino che da cinque anni soffre dei vostri problemi: la città sporca, le tariffe più alte di Italia, la mancanza di un lavoro per i nostri figli. Mi metto al servizio della mia città per amministrare; non voglio fare politica e non mi candiderò alle prossime elezioni regionali e nazionali. Lavorerò gratis. Se dovessi fallire non darò la responsabilità a nessun altro, tranne che a me stesso. Se non riuscirò ad avviare il mio progetto di città entro due anni, mi dimetterò. Votatemi perchè sono uno di voi".
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