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Epolis: "Il candidato è il programma", ma i soci chiedono chiarezza

I partecipanti all'assemblea prendono le distanze dai partiti politici e chiedono una presa di posizione ai fondatori. Pennica: "Io andrei da solo". Minacori spiazzato, soprattutto dopo le dichiarazioni di lunedì sera

"Correre da soli e senza scendere a compromessi". La volontà espressa ieri da gran parte dei "soci" di Epolis non ha mezzi termini, se non quello di prendere subito posizione in merito alle alleanze politiche. "Andando da soli si può fare una battaglia di testimonianza", le parole di Salvatore Pennica. Spiazzati i fondatori del Movimento, primo fra tutti Paolo Minacori, che fino a lunedì sera al forum promosso della coalizione Mpa, Fli, Pd e Grande sud, aveva dichiato ai microfoni di AgrigentoTv, di non escludere la possibilità di sostenere il candidato della coalizione di centro, unitamente al fatto di non poter prescindere dai legami politici. Ma dopo l'incontro di ieri sera le cose non potranno che cambiare e lo stesso Minacori non potrà non prendere atto delle considerazioni emerse.  

Pennica, il primo a esplicare la sua posizione in merito, suscitando applausi e interventi, pone sul tavolo la sua proposta. "In questa città - afferma l'avvocato che nelle scorse settimane ha lanciato una disponibilità alla candidatura - io andrei da solo, senza partiti, per non fare strumentalizzare Epolis". La sfiducia nelle forze politiche agrigentine sembra nascere dalle parole dei presenti, dai risultati delle esperienze politiche degli esponenti di maggior peso della politica agrigentina e dal fatto che i partiti, a distanza di tre mesi dalle elezioni, non prendono ancora posizioni. Rischio che sta correndo anche Epolis. "Dobbiamo uscire da questa sala. Facciamo conoscere Epolis nei rioni, nei condomini, nelle parrocchie", ha affermato con trasporto Piera Graceffa, presidente del Comitato. "Alt!" rispondono di contro le persone presenti, i quali si chiedono, "ma alla gente dobbiamo dire con chi stiamo". Graceffa, fino a due settimane fa, esprimeva l'impossibilità di andare da soli al voto, per questione di numeri, ma ieri sera questa ipotesi ha acquisito un sapore diverso.

Un programma già delineato e definito, pronto a essere reso pubblico, una lista civica quasi completa. L'agenda politica non è però accostata da due punti fondamentali: il nome del candidato a sindaco e il rapporto con i partiti politici. Probabilmente il motivo stesso per cui non si è chiusa ancora la lista è perchè non si conosce il nome alla quale questa fa capo, cioè il candidato. Minacori, quasi esasperato dall'atmosfema "pressante" creata dalla dialettica interna del Comitato, ha poi affermato: "il candidato di Epolis sapete chi è? Il programma". Il programma però non basta più, a sentire gli stessi partecipanti, che si sono scoperti essere lì perchè "indignati" da chi, negli anni passati, ha promesso programmi, poi disattesi. "Occorre chiarezza e presa di posizione se si vuole essere davvero diversi", affermano a turno, usando parole diverse.

"Io non me la sento di perdere" afferma Paolo Minacori, perchè Epolis a queste elezioni sembra crederci davvero, ma in campagna elettorale bisogna fare i conti con i numeri della politica, cioè con i voti e da soli si corre il rischio di perdere. "C'è un problema di minoranza - afferma Pennica, ribadendo la volontà di voler correre da solo - e quindi se la politica sceglie di appoggiare Epolis, occorre che ci sia la possibilità di dialogare apertamente, senza scendere a compromessi. Invitiamo i partiti qui e chiediamogli che atteggiamento vogliono assumere nei confronti di Epolis".


Il Comitato adesso dovrà compiere delle scelte nei confronti non soltanto dell'elettorato al quale chiede adesione e fiducia, ma nei confronti di chi ha già aderito e chiede una presa di posizione.

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