Èpolis alla Badiola, Pennica: "Prometto poco per mantenerlo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Proseguono all’insegna di un interscambio dialettico, le assemblee itineranti promosse da Èpolis nei quartieri e nelle frazioni della città, per ristabilire un contatto con gli agrigentini. Dopo l’ufficializzazione della candidatura di Totò Pennica a sindaco di Agrigento, ieri sera il collettivo coordinato da Piera Graceffa, la presidente e Paolo Minacori, portavoce, è stato ospite della chiesa alla Badiola, nel cuore del centro storico, da tre anni alla guida di Don Nazareno. Un incontro-dibattito, per scuotere nuove coscienze a cambiare lo stato delle cose, con partecipazione e rinnovato entusiasmo. L’invito della presidente Graceffa è quello di ricercare all’interno del vecchio quartiere, le migliori   intelligenze, da inserire nelle liste civiche presentate da Èpolis alle elezioni amministrative del 6 e 7 maggio.

A seguire l’intervento del candidato sindaco di Èpolis Totò Pennica, preoccupato per un senso di sfiducia tangibile nella gente, tale da tramutarsi in una crescita dell’astensionismo alle elezioni. “Dobbiamo fare in modo che ciò non accada – dichiara Pennica -. La mia proposta di sindaco è promettere poco per fare quel poco. La ricerca del consenso non deve far perdere di vista le reali possibilità e disponibilità economiche. Conosco il centro storico ed i suoi problemi, che a distanza di 20 anni ritrovo, in termini di tessuto urbano, praticamente irrisolti. Uno dei problemi è l’assenza totale di sicurezza, non ci sono vigili urbani o poliziotti di quartiere come invece si possono incontrare al Viale della Vittoria od in altre aree cittadine. L’altra questione riguarda l’assenza di decoro urbano ed edilizio. Basterebbe restituire alla facciata delle palazzine il colore originario della pietra tufacea, con cui sono state costruite. In tal modo avremo già recuperato una qualche forma di illuminazione. La piazza della Bibirria dovrebbe essere oggetto di un progetto di riqualificazione urbana, riportandola a luogo aggregativo come in passato, restituendole un aspetto di maggiore sintonia con l’anima del centro storico – conclude Pennica -.

Emerge nei suoi discorsi una visione di centro storico vivo e vivibile, che si scontra con piccoli cedimenti e gravi crolli che più o meno recentemente hanno interessato molte abitazioni di quartiere, l’istituto Sclafani, il palazzo Lo Iacono Maraventano e la Cattedrale di Agrigento, per la quale i geologi parlano di emergenza. Numerosi gli interventi alla Badiola, dei soci sostenitori di Èpolis e degli abitanti del centro storico, accomunati da un malcontento per la classe politica che negli ultimi decenni ha avuto in mano, e non a cuore, le sorti della città di Agrigento. Apprezzata l’analisi del centro storico e la proposta di un nuovo modello abitativo consegnate all’uditorio dallo scrittore e studioso Beniamino Biondi, così come ampio consenso hanno riscontrato le parole della sindacalista, combattiva ed energica, Caterina Santamaria.

L’appello conclusivo di Paolo Minacori, in vista delle prossime elezioni è quello di andare a votare, ma soprattutto avere il coraggio di proporsi, auto sostenersi e di non fare auto indulgenza. In chiusura l’assemblea ha registrato la testimonianza di una giovane donna veneta, trasferitasi ad Agrigento perché ritenuta una delle città più belle, con un patrimonio unico al mondo. Un messaggio di forte ottimismo e amore verso la città di Agrigento accolto in chiesa da un forte applauso. Infine la benedizione di Don Nazareno che ha esortato tutti a contribuire e collaborare fattivamente per la rinascita del centro storico e di Agrigento.

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