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Amministrative 2012, Paolo Ferrero ad Agrigento per Giampero Carta

Il segretario nazionale del partito della Rifondazione comunista ha portato il suo appoggio al candidato sostenuto dalla coalizione Idv, Sel e Federazione della sinistra, "una possibilità di cambiamento per Agrigento"

La ridente Porta di ponte, salotto della campagna elettorale, ha oggi ospitato un altro esponente nazionale di partito. Dopo Antonio Di Pietro, leader di Italia dei valori, è Paolo Ferrero, segretario nazionale del partito della Rifondazione comunista, a portare il suo appoggio alla candidatura di Giampiero Carta, "una possibilità di cambiamento per Agrigento", dice Ferrero. Il candidato vincitore delle primarie della sinistra è infatti sostenuto dalla coalizione Idv, Sel e Federazione della sinistra. Domani, con la tappa Nichi Vendola, leader di Sinistra ecologia e libertà, l'en plein è fatto.



Da una breve analisi della situazione politica nazionale e regionale emerge tutto lo sconforto di Ferrero. "Scelte disastrose che mettono in ginocchio gli italiani", afferma del governo Monti. Parole più positive riguardo al governo regionale, ma solo perchè in procinto di dimissioni. "Agrigento è un laboratorio dove la sinistra è unita - dice Ferrero, escludendo il Pd dal ragionamento -. Rivolgo un appello a Sel a livello regionale e sopratutto al Partito democratico che deve scegliere, non può più stare con due piedi in una scarpa", conclude il segretario chiamando in causa il partito di Bersani. Ma Ferrero ha dimostrato anche di conoscere i problemi di Agrigento: mancanza di un adeguato sistema di raccolta e smaltimento di rifiuti, incapacità di far decollare l'industria del turismo. Attacca poi l'amministrazione uscente, accusando la Giunta di Marco Zambuto per la scarsa attenzione rivolta, in questi anni, alle politiche sociali.

Giampiero Carta, in una radiosa giacca blu, esprime soddisfazione riguardo a un crescente consenso che egli avverte nei confronti della sua candidatura e parla di "novità", di "cambiamento". "Io sono l'unico candidato - esordisce il candidato - che non appartiene a nessuno. Noi non abbiamo mai governato, anzi, abbiamo sempre condotto le nostre battaglie all'opposizione. Io sono la 'carta' che può essere giocata".

(dbr)

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