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Amministrative 2022, il dado è tratto: tra le liste qualche vecchia conoscenza e molto "civismo"

Come prevedibile, solo in pochissimi casi sono messi in rilievo i partiti: ovunque regnano sigle e coalizioni elettorali

Anche se bisognerà attendere - come dice la norma - il definitivo "via libera" della commissione elettorale, la presentazione delle candidature nei dieci comuni chiamati al voto il prossimo 12 giugno ha dato definitivamente il "via" alla campagna elettorale nella nostra provincia.

Liste che, va detto, hanno riservato relativamente poche sorprese rispetto ai rumors fin qui circolati, se si escludono situazioni politicamente abbastanza complesse come Sciacca e Campobello di Licata.

Partiamo proprio dalla Città delle Terme, unico centro di grandi dimensioni con un sindaco ricandidabile che ha scelto di fare un passo di lato, Francesca Valenti. Qui certamente degno di nota è quanto avvenuto nel centrodestra con la candidatura dell'ex M5S Matteo Mangiacavallo almeno in merito alla sua spaccatura a pochi giorni dalla presentazione delle liste con Forza Italia. Divergenza politica non colmabile al punto che i Forzisti non hanno potuto presentare una propria lista e hanno annunciato che il loro unico interesse sarà non far vincere Mangiacavallo. Sciacca, insieme a Campobello di Licata, è anche l'unica realtà in cui si tenta l'alleanza Pd-M5S, che potrebbe essere tentata più in "grande" alle Regionali.

Proprio nel comune dell'uscente Gianni Picone (che non ha potuto ricandidarsi perché già al secondo mandato) si contano ben cinque candidati sindaco. Tra questi c'è chi Campobello l'ha già amministrata, come Michele Termini, che venne sfiduciato nel 2011 dal Consiglio comunale.

Tre soli candidati, ma una valanga di liste a Palma di Montechiaro, dove l'uscente Stefano Castellino tenta la riconferma con sei schieramenti al proprio attivo. Contro di lui anche un suo ex assessore, Giuseppe Morgana.

Guardano ai piccoli comuni, salta certamente all'occhio lo "scontro" tutto interno al centrodestra ad Aragona, dove l'ex presidente del Consiglio provinciale Dino Buscemi si confronterà elettoralmente con Giuseppe Pendolino, il sindaco uscente. Da rilevare come in entrambi gli schieramenti siano in campo ex primi cittadini: con Buscemi sono schierati Biagio Bellanca e Salvatore Parello, con Pendolino è candidato l'uscente primo cittadino di Comitini Nino Contino che ha deciso di non puntare alla rielezione nel suo comune. Proprio nel più piccolo dei centri della provincia si confronteranno Gerlando Cuffaro e Luigi Nigrelli.

"Derby" in tutti i piccoli comuni, dove quasi ovunque si ricandidano gli uscenti sindaci: due i candidati sindaco a Bivona (Carola Calafiore e Milko Cinà); due a Cattolica Eraclea (Santino Borsellino e Enzo Cammalleri); due a Lampedusa e Linosa (Salvatore Martello e Filippo Mannino); due a Villafranca Sicula (Domenico Balsamo e Gaetano Bruccoleri).

Sempre due i candidati a Santa Margherita di Belice, dove non potrà ricandidarsi l'uscente Franco Valenti. A contendersi la sua poltrona saranno Giacomo Abruzzo e Gaspare Viola. Entrambi non sono nuove conoscenze della politica: Abruzzo è stato, per circa tre anni, vice sindaco con l'amministrazione uscente, mentre Viola è stato presidente del consiglio comunale nella Giunta Mangiaracina, circa 20 anni fa. 

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