Consiglio comunale, la presidenza a Forza Italia: nessuna modifica alla giunta

Quello che appare certo è che non si faranno “prigionieri” e la maggioranza di Micciché, come fatto da illustri predecessori (a partire dall’amministrazione uscente) giocherà la carta dell’asso pigliatutto

Il Comune di Agrigento

Entro venerdì giurerà la giunta del sindaco Franco Miccichè. Al momento non c'è ancora un annuncio ufficiale, ma le voci si rincorrono con insistenza già da ieri e agli stessi interessati pare sia giunto il consiglio di non prendere impegni per venerdì.

Non ci dovrebbero essere sorprese rispetto alla composizione finale della squadra, che resterà quella designata, cioè Gianni Tuttolomondo, Giovanni Vaccaro, Costantino Ciulla, Gerlando Principato, Aurelio Trupia, Marco Vullo, Francesco Picarella e Roberta Lala. Altri partiti pare bussassero alla porta per accedere, ma al momento non sembra lo faranno. Lo ha fatto innanzitutto la Lega, che però appunto non sembra possa trovare oggi spazio dentro la squadra amministrativa.

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C'è poi da giocare la partita degli accordi per gli scranni di aula “Sollano” a partire ovviamente da quello di presidente, ruolo che dovrebbe toccare ad un consigliere di Forza Italia. Quello che appare certo è che non si faranno “prigionieri” e la maggioranza di Micciché, come fatto da illustri predecessori (a partire dall’amministrazione uscente) giocherà la carta dell’asso pigliatutto, concedendo alle opposizioni probabilmente solo la vicepresidenza del Consiglio comunale, così come da prassi e prendendo la guida anche della presidenza delle commissioni consiliari.

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Il clima tra maggioranza e opposizioni del resto al momento non è esattamente dei più cordiali, anzi. La campagna elettorale è stata dura, i toni si sono alzati oltremodo e questo esclude in modo praticamente categorico che ci possano essere margini effettivi di trattativa.

A ringalluzzire le fila della minoranza, nell’insolito ruolo di “capo curva” ci sarà il sindaco uscente Lillo Firetto, che ha confermato sarà componente in aula “Sollano”, così come aveva annunciato nell’immediato subito dopo la notizia della sconfitta elettorale.

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