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Elezioni amministrative, sono quattro i comuni che andranno al voto: ecco i primi nomi

Alle urne sono chiamati i cittadini di Favara, Porto Empedocle, Montevago e Canicattì. Si tratta della "prova del nove" per il Movimento 5 Stelle

La conferma indiretta è arrivata nei giorni scorsi attraverso il neo assessore alle autonomie locali, Marco Zambuto: al momento non è previsto alcuno stop delle elezioni amministrative di maggio che, in provincia di Agrigento,  vedranno al voto i cittadini di Favara, Porto Empedocle, Montevago e Canicattì. Qualche condizionale sarebbe però d'obbligo se si guardano ai colori delle regioni e al tasso di contagio che, di botto, potrebbe portare ad un nuovo rinvio come già avvenuto lo scorso autunno.

Una prima considerazione, considerato i comuni che andranno al voto, non può che riguardare il Movimento 5 Stelle, l’ex partito di lotta – e oggi di governo – che in Porto
Empedocle e Favara ha avuto, appunto, e prime (e ultime) roccaforti in provincia di Agrigento. Nonostante i tentativi successivi in altre realtà (più volte ad Agrigento, ma
anche, per citarne uno, Casteltermini) infatti di sindaci pentastellati oltre ad Ida Carmina e Anna Alba, non se ne sono registrati, segno forse che quella stagione politica è da
ritenersi esaurita. E questo non soltanto perché il Movimento è oggi in grande affanno sui territori, pur essendo al Governo del Paese, ma anche perché la rete locale dei 5 stelle
sembrano essersi realmente estinta. Questo nella diversità di ogni situazione: Ida Carmina è diventata sindaco senza alcuna maggioranza in aula, ma non ha riscontrato particolari scontri interni al partito; Anna Alba è invece partita con numeri bulgari in aula consiliare, registrando però la spaccatura del gruppo pentastellato e la successiva crisi con i rappresentati locali del partito come Giovanni Di Caro. E anche dinnanzi al voto le due sindache hanno atteggiamenti e prospettive diverse. Se Anna Alba, al momento, non ha accennato ad una ipotesi di ricandidatura, Ida Carmina parlando con i suoi sembra ben convinta di ritentare la prova delle urne, cosa che però non convincerebbe molto il
resto del Movimento empedoclino, che vorrebbe piuttosto la possibilità di salvare il salvabile puntando su un altro candidato, magari a capo di un movimento civico più largo.
Ad oggi, volendo andare ai nomi (oltre ad una indefessa Ida Carmina), potrebbero tornare gli immarcescibili Orazio Guarraci e Calogero Martello, cui si aggiungerebbero Salvo
Iacono, dirigente regionale, e Silvio La Porta. Altri nomi arriveranno nei prossimi giorni.

A Favara, al momento, niente nomi. Se, come dicevamo, Anna Alba non sembrerebbe pronta a tornare al centro della contesa, al momento gli altri partiti restano “coperti”, anche se molti movimenti sono già alla luce del sole, come la nota firmata nei mesi scorsi dal centrodestra unito che, sul “modello Agrigento” si dicevano pronti ad una scesa in campo congiunta, mentre in area centrosinistra si sarebbe al lavoro per una candidatura congiunta, in considerazione anche della significativa debolezza del Partito democratico, che è di fatto scomparso dall’orizzonte politico cittadino (e non solo).

A Canicattì, invece, appare praticamente certa la ricandidatura di Ettore Di Ventura, ma i nomi dei suoi avversari sarebbero numerosi: per il centrodestra sarebbe pronta alla
candidatura Daniela Marchese, attuale consigliere comunale di Fratelli d'Italia, già candidato sindaco, mentre con una lista civica sarebbe pronto a ricandidarsi dopo una
breve pausa, l’ex sindaco Vincenzo Corbo, già due volte sindaco. Al lavoro in modo intenso sarebbe inoltre l’ex deputato regionale Giancarlo Granata, oggi a capo del
movimento “Nuova Canicattì". Poco si muove invece a Montevago, dove Margherita La Rocca Ruvolo sarebbe pronta alla ricadidatura anche dopo il cambio di partito.

E se questo riguarda le Amministrative, non bisogna dimenticare che, a marzo, i consiglieri comunali della provincia saranno chiamati ad eleggere il presidente del Libero consorzio e i componenti del consiglio provinciale che si attende dalla mancata riforma degli anni passati. Un passaggio elettorale poco citato, ma non irrilevante almeno per quanto riguarda gli equilibri politici.

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