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Amministrative 2021, cosa è accaduto in questa lunga notte elettorale

I cittadini hanno deciso, in alcuni casi hanno preferito restare a casa. I risultati sono stati altalenanti per il centrodestra, più in difficoltà il centrosinistra

I cittadini hanno deciso, o hanno deciso di non decidere. Vedete voi se guardare al bicchiere come mezzo pieno o mezzo vuoto.

Una diversa interpretazione che comunque non dipende solo dal fatto di essere o meno ottimisti, ma piuttosto dal vedere o meno nel suo complesso la situazione politica in provincia dopo questa prima tornata che poterà al ballottaggio nei tre più grandi comuni.

Una "seconda fase" che a Favara si è "rischiato" di non celebrare, con Antonio Palumbo (unica espressione in provincia dell'asse Pd - 5 Stelle) che ad un certo punto sembrava puntare dritto verso la vittoria a primo turno. Il dirigente regionale ed ex segretario provinciale di Rifondazione comunista è infatti partito subito con lo sprint, forte di un gigantesco voto disgiunto che gli ha permesso di raccogliere più del doppio dei consensi delle sue liste che è frutto della credibilità personale più che di un accordo politico, come evidente.

Amministrative 2021, ecco i risultati finali dei consiglieri comunali

Sebbene i numeri non siano ancora disponibili pienamente, a causa di forti ritardi nello scrutinio e nel trasferimento di dati alla Regione Siciliana, appare con tutta chiarezza che numerosi consiglieri comunali del centrodestra abbiano di fatto lasciato campo libero ai propri elettori, svincolandoli da impegni sul sindaco: questo ha chiaramente punito Montaperto e Infurna. "Zero a zero e palla al centro" commentava qualcuno ieri sera in vista del ballottaggio, in considerazione del fatto che proprio dentro il Centrodestra oggi potrebbe partire una "redde rationem" dentro gli stessi schieramenti.

Centrodestra che ha marciato diviso ovunque, impegnato come è a "pesarsi" in vista delle Regionali a cui parteciperà però verosimilmente compatto. Accade ad esempio a Canicattì, dove si scontreranno due candidati sostenuti uno dall'area autonomista (Vincenzo Corbo) l'altro da Fratelli d'Italia e non solo (Cesare Sciabarrà) e Porto Empedocle, dove si scontreranno il Forzista Calogero Martello e il civico Salvo Iacono. 

Sparito, un po' ovunque, il Movimento 5 Stelle in ogni sua "versione" se guardiamo alle liste, così come il Partito democratico che, in alcuni centri, non si era nemmeno candidato con la propria lista di bandiera (vedasi Porto Empedocle) e che ha pagato gli allargamenti a destra molto caramente (come può testimoniare Ettore Di Ventura).

E l'astensionismo? I dati, alla fine, sono negativi ma meno di come ci si aspettava con l'eccezione proprio della Città dell'Uva Italia, dove il 9% dei cittadini è rimasto a casa. Tutto merito, negli altri centri, delle tante liste in campo: insomma, non è "solo" democrazia, ma più che altro la spinta (legittima e naturale) dei candidati al Consiglio comunale.

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