Mercoledì, 19 Maggio 2021
Politica

Nuovo "terremoto" nel Pd agrigentino, Deliberto: "Alleanze inconcepibili, mi dimetto"

L'ormai ex vicesegretaria provinciale del Partito democratico di Agrigento scrive una lettera a Peppe Zambito: "Incomprensibile alleanza con Forza Italia. Trasformismo che non mi appartiene". I renziani vicini alla richiesta di dimissioni del segretario provinciale

Peppe Zambito e Cinzia Deliberto

"Ritengo incomprensibile che nella città di Agrigento il Partito democratico si presenti in alleanza con il partito di Silvio Berlusconi, con il quale è impossibile condividere i valori fondanti del Pd".  Parole che non lasciano dubbio alcuno sul clima di tensione e precarietà che avvolge il Pd agrigentino. A scriverle è stata la saccense Cinzia Deliberto, che con una lettera indirizzata al segretario provinciale Peppe Zambito ha rassegnato le proprie dimissioni da vicesegretaria provinciale del partito.

A portare la Deliberto su questa irrevocabile posizione sarebbero state le parole del presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, che lo scorso sabato – in un’intervista rilasciata ad AgrigentoNotizie - aveva ringraziato il vicecoordinatore regionale di Forza Italia, Riccardo Gallo, per la partecipazione al tavolo della grande coalizione "Agrigento2020".

"Forse l’azione di congelamento o per meglio dire d’ibernazione delle cariche istituzionali della segreteria, imposte da te nel mese di dicembre, - si legge nella lettera di Deliberto - sono servite e servono ad aumentare lo spazio di manovra di alcuni soggetti che hanno il solo interesse di garantire e garantirsi qualche posto al sole. Mi corre l’obbligo di porre fine alla nomina che tu stesso mi hai conferito, poiché penso che il rapporto di fiducia di trasparenza e condivisione degli obiettivi, sui cui si basava, si sia interrotto. Le notizie non si possono apprendere tramite mass media, rispetto a progetti politici che diventano sempre più lontani dagli ideali di sinistra e di centro sinistra; il Pd oggi sta diventando solo un grande contenitore nel quale i valori fondanti diventano sempre più sbiaditi. Non voglio essere spettatrice inerme, tantomeno si può essere chiamati a ratificare le scelte di pochi. Perché nessuna riunione con i componenti della segreteria è stata fatta per capire le motivazioni di scelte che ci portano controcorrente e che prefigurano alleanze anomale? Dopo gettonopoli, per il rinnovo delle istituzioni in seno al Comune di Agrigento mi sarei aspettata una posizione diversa, che desse certezze e garanzie agli agrigentini. Purtroppo mi rendo conto che i processi politici vengono governati da alcuni soggetti che hanno la brutta abitudine di decidere per tutti in barba al concetto di democrazia. Non voglio partecipare al caos che si sta creando dentro il Pd, un trasformismo che non mi appartiene, che esaspera e confonde i cittadini e i militanti che hanno ancora vivi gli ideali di sinistra e di centrosinistra" ha concluso Deliberto.

Una lettera senza mezzi termini, che segna quanto mai il periodo di crisi che sta vivendo il Partito democratico dopo le notizie di alleanze con Forza Italia in vista delle prossime elezioni amministrative per il Comune di Agrigento. Dimissioni che giungono nel bel mezzo di una sorta di "crisi di identità" del Pd.

Già lo scorso dicembre l’agrigentino renziano Tonino Milioto aveva acceso un campanello d’allarme, decidendo di fare un passo indietro. Scelta spiegata, anche in quel caso, con una lettera in cui lo stesso Milioto riteneva "assurdo avviare e creare i presupposti per un accordo con una forza politica che ha votato la sfiducia al governo Crocetta e all'opposizione del Governo Renzi".

E proprio i "renziani della prima ora" sembrerebbero sempre più vicini alla possibilità di chiedere l'uscita dei due componenti della segreteria e, contestualmente, chiedere anche le dimissioni di Peppe Zambito da segretario provinciale. Richieste che potrebbero arrivare ufficialmente dopo la riunione degli uomini di Matteo Renzi prevista per stasera.

Ma intanto cosa succederà ad "Agrigento2020"? Rischiano di saltare gli accordi? Non resta che attendere la data delle primarie (!) a cui parteciperanno tutte le forze politiche sedute attorno allo stesso tavolo per scegliere un candidato sindaco tra Silvio Alessi, Peppe Vita, Epifanio Bellini e Piero Marchetta.

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