Domenica, 25 Luglio 2021
Politica

Di Caro è il nuovo capogruppo del M5S all’Ars: scoppia la polemica

Il deputato: "Siamo la prima forza politica di questo palazzo e, pertanto, sentiamo enormemente il dovere di portare dentro alle istituzioni le istanze dei cittadini che ci hanno chiamati a rappresentarli". L'accusa dalla collega Marano: "Scelte maschiliste"

Giovanni Di Caro

È Giovanni Di Caro il nuovo capogruppo del M5S all’Ars. Secondo la consueta turnazione interna al gruppo, scatta l’avvicendamento alla guida della pattuglia di deputati 5stelle a Palazzo dei Normanni. A partire dal primo gennaio del prossimo anno a coordinare i deputati all’Ars sarà  il deputato favarese, con la collaborazione di Gianina Ciancio, eletta vicecapogruppo. Di Caro subentra a Giorgio Pasqua.

46 anni da poco compiuti, ingegnere informatico, sposato, due figli, il nuovo capogruppo è stato eletto nel collegio di Agrigento ed è al suo primo mandato. È vice presidente della commissione Cultura, Lavoro e Formazione dell’Ars.

“Ringrazio Il collega Giorgio Pasqua – afferma Di Caro – per come ha portato avanti il delicato compito in un periodo non certo tranquillo per il nostro gruppo e per la nazione intera. Siamo la prima forza politica di questo palazzo e, pertanto, sentiamo enormemente il dovere di portare dentro alle istituzioni le istanze dei cittadini che ci hanno chiamati a rappresentarli e spero di dare il mio contributo affinché questo possa continuare ad accadere sempre più spesso e sempre meglio”. “Ringrazio di cuore - dice Pasqua -  i miei 14 colleghi che, in questo anno difficile, hanno collaborato nel migliore dei modi, mostrando unità di intenti ed attaccamento al Movimento 5 Stelle. Giovanni è la persona giusta per condurre il gruppo parlamentare con nuovo slancio della iniziativa politica ed a lui va il mio in bocca al lupo, oltre alla collaborazione che non gli farò mancare”.

La nomina del deputato favarese ha però suscitato polemiche interne.  “Gli elettori siciliani del M5S nel 2017 hanno scelto con il loro voto otto parlamentari regionali donne e dodici uomini. Il Movimento 5 Stelle è il gruppo parlamentare che ha eletto più donne in Assemblea regionale siciliana, ma allo stesso tempo queste vengono umiliate nel loro ruolo e nella loro dignità, infatti, le donne non vengono pensate e scelte nei ruoli chiave” ha affermato la deputata regionale Jose Marano. “Da quando mi sono insediata, dopo la parantesi della mia collega Valentina Zafarana come capogruppo (la cui gestione ritengo sia stata la migliore di questi anni), è toccato poi a Francesco Cappello, Giorgio Pasqua e per l’anno prossimo Giovanni Di Caro, diventa matematica il fatto che dopo Di Caro il gruppo ha già scelto un altro uomo – sostiene Marano – Ciò avviene nonostante l’impegno preso dal gruppo parlamentare dopo l’elezione di Giorgio Pasqua. In quella occasione era stato infatti deciso che il prossimo capogruppo sarebbe stata una donna al primo mandato. Evidentemente al maschietto alfa di turno la cosa non andava bene”.

“Dispiace leggere il comunicato della collega Marano, che attacca il proprio gruppo parlamentare per la scelta del capogruppo. Scelta presa, tra l‘altro, quasi all’unanimità, al punto che non è servito neppure votare, proprio perché si è giunti a scegliere Di Caro per via delle qualità dallo stesso espresse in questi anni, dopo ampia e compiuta analisi dei profili presenti all'interno del gruppo" è la replica del gruppo del Movimento 5 Stelle.

"Senza entrare nel merito delle motivazioni alla base comunicato stampa della collega, si desidera semplicemente evidenziare che il gruppo del M5S ha sempre posto alla base delle sue scelte il merito e non il sesso e proprio per questo spesso sono state individuate donne per ricoprire alcuni ruoli, e proprio per questo riteniamo ingiustificabile la reazione della collega, che con la sua nota  stampa getta discredito su un intero gruppo parlamentare, incluse le sue colleghe deputate. Arrivare ad ipotizzare ragioni sessiste alla base della nomina a capogruppo è assolutamente distante anni luce dal nostro modus operandi. Abbiamo avuto, e abbiamo, tantissime donne in ruoli chiave nel Movimento: ministre, sindache, deputate e consigliere. Abbiamo avuto donne  anche alla guida del gruppo parlamentare di cui lei fa parte, e tutte sono arrivate ad occupare i posti che occupano, o che hanno occupato, per riconosciuti meriti e capacità, non perché donne”.

(aggiornato alle 18.09)

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