L'Italia riparte dopo il Coronavirus, Saia (Italia Viva): "In ballo 300 miliardi da spendere bene"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Comitato Azione Civile Italia Viva - Agrigento Oltre

Sono oltre 300 miliardi, le somme che potrebbero cambiare l’Italia tra interventi in deficit e fondi europei:

75 miliardi saranno disponibili grazie alle due manovre Cura Italia del governo;
172 miliardi arriveranno dal Recovery Fund;
100 miliardi dalle diverse linee di credito come il Mes, Bei e Sure, strumenti già approvati dal Consiglio Europeo.
Il Decreto Cura Italia servirà per finanziare nuovi interventi a favore di famiglie e imprese e per dar vita al grande piano di investimenti annunciato.

Il Fondo europeo contro la disoccupazione Sure ci potrà finanziare 20 miliardi per la cassa integrazione destinata ai lavoratori delle imprese in difficoltà.

Potremo accedere anche ai fondi di emergenza della Bei per finanziare le piccole e medie imprese, circa 40 miliardi.

Ed inoltre i36 miliardi del Mes da spendere per le spese sanitarie.

Ovviamente è necessaria la capacità di avviare un piano di riforme che sia utile al Paese e generi investimenti ed occupazione .

Ambiente, infrastrutture e digitale sono le tre principali direttrici su cui l’Italia dovrà muoversi per modernizzare il Paese e creare quel circolo virtuoso che generi ricchezza.

Ma cosa dovranno fare i singoli territori, gli Enti Locali, in particolare della provincia di Agrigento per fare in modo che parte di quelle risorse ci raggiungano e mettano in moto un meccanismo che rigeneri la nostra economia?

Intanto i comuni dovrebbero dotarsi di una strategia, di un piano di Sviluppo Urbano Sostenibile, magari consorziandosi, o collegandosi ai comuni come la città Capoluogo, che già nel 2018 attraverso Agenda Urbana ha previsto investimenti territoriali integrati ed ottenuto importanti finanziamenti e molti altri potrebbero arrivare.

Anche l’Unione dei comuni dell’area interna “Terre Sicane”, potrebbe risultare un modello importante per attrarre parte delle ingenti risorse economiche che arriveranno.

Pertanto diventa fondamentale che, i comuni che non l’abbiano ancora fatto si “attrezzino”, indichino le direttrici, le visioni future del territorio, realizzino progetti esecutivi, perché le risorse economiche altrimenti non arriveranno.

È un occasione che non si può perdere e noi di Italia Viva proveremo in tutti modi a dare un contributo utilizzando le nostre conoscenze e le nostre esperienze.

Le risorse disponibili sono tante e potrebbero essere l’ultimo “treno”, per realizzare il sogno aereoporto nella nostra provincia.

Comitato Azione Civile Italia Viva - Agrigento Oltre

Maurizio Saia
 

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