Coronavirus e divieti Musumeci, M5S: "L'ordinanza è tutta da rifare"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“L'ordinanza n 6 del Presidente della Regione Siciliana Musumeci è tutta da rifare. A differenza di quanto previsto nei DPCM emessi dal governo centrale che decadono il 3 aprile, non viene specificato alcun termine di scadenze delle restrizioni”: lo affermano i deputati del Movimento 5 Stelle Giovanni Di Caro e Rosalba Cimino.

I parlamentari evidenziano come “l’ordinanza a carattere contingibile e urgente emessa dal Presidente Musumeci non è sottoposta a verifica e controllo dall'Assemblea Regionale Siciliana. Per tale motivo, l’ordinanza dovrebbe essere ampiamente motivata anche sulla base di dati scientifici, che giustifichino sia la compressione dei diritti individuali sul territorio siciliano che gli aspetti igienico sanitari legati alla sanificazione delle strade. Soprattutto – ribadiscono - dovrebbe contenere al suo interno il carattere della predeterminata temporaneità. Da evidenziare che ad oggi, neanche nelle regioni più colpite dall’epidemia (ad esempio la regione Lombardia) sono state assunte dai governatori delle regole così stringenti”.

“Sarebbe stato meglio far chiudere definitamente supermercati e farmacie e garantire l'approvviggionamento attraverso il potenziamento del servizio a domicilio. L’ordinanza chiude i supermercati la domenica e tutti i servizi di ristorazione anche d’asporto. Tali previsioni rischiano di creare ancora più caos all’interno dei negozi di generi alimentari durante la settimana e privano di un servizio, quello della ristorazione d’asporto la domenica, oggi essenziale per chi non può recarsi fisicamente a fare la spesa. Non consentire l’asporto, inoltre, costringerà dei soggetti a rischio (anziani e immunodepressi) ad andare a fare la spesa e quindi moltiplicare le occasioni di contagio in luoghi promiscui come i supermercati”. “Suggeriamo al Governatore siciliano - concludono i deputati - di rivedere la sua ordinanza che confligge con le direttive nazionali e genera ulteriore confusione e caos”.

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