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Il presidente dell'Ars Gianfranco Micciché

Il presidente dell'Ars Gianfranco Micciché

Covid, Miccichè contro la divisione dell'Italia per colori: "Un'altra minch***"

Senza giri di parole il presidente dell'Assemblea regionale siciliana boccia la scelta di dividere il territorio in zone di rischio: "Ci sono stati momenti di schizofrenia totale, per cui la domenica si era arancione, il sabato rossi, il lunedì gialli"

La classificazione dell'Italia a zone in base al rischio Coronavirus? "Un'altra minc...". Non usa giri di parole il presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Gianfranco Miccichè. A margine dell'inaugurazione dell'hub vaccinale della Fiera del Mediterraneo il forzista boccia senza mezzi termini la scelta del Governo centrale. "Quello che è certo - spiega Miccichè - è che ci sono stati momenti di schizofrenia totale, per cui la domenica si era arancione, il sabato rossi, il lunedì gialli. Certamente si è sbagliato, speriamo che oggi si possa fare meglio".  

Miccichè "bacchetta" Roma ma in fondo con un po' di indugenza. "Se ci fossi stato io al posto loro - dice -  non so se avrei fatto meglio o peggio. Sono di quelle esperienze nuove a cui nessuno era preparato. Sicuramente poteva essere gestita meglio, ma sparare sulla Croce rossa a prescindere da ogni tipo di ragionamento secondo me è sbagliato. Vediamo di capire come funzionerà adesso - aggiunge -, se l'inizio reale di questa vaccinazione ci può allontanare da questo spettro insopportabile. Non ne può più nessuno di questo Covid".   

VIDEO | Inaugurato l'hub per i vaccini anti Covid in Fiera 

Riferendosi ai vaccini, il numero uno dell'Ars parla di "una storia infinita. Oggi, però, è un momento importante perché si inizia realmente con la gente comune. Fino a questo momento si è proceduto con le categorie protette, oggi con questa nuova organizzazione il cittadino comune, anche se non medico, poliziotto o vigile del fuoco può cominciare a fare i vaccini".  

Quanto poi agli affari dell'Ars, Miccichè traccia il calendario dei lavori. "Speriamo - dice - di approvare la Finanziaria il più presto possibile. In linea di massima, correndo veramente, mi auguro entro i primi 15 giorni di marzo. Lo spero ma non posso mettere la firma su questo". Sfuma, dunque, la possibilità del semaforo verde ai documenti contabili entro il 28 febbraio come previsto dall'accordo Stato-Regione sul ripiano del disavanzo.

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