Coronavirus, anche la Sicilia pronta alla "fase 2": sì alle visite ai parenti e a vendita cibo d'asporto

I contenuti del nuovo decreto anticipati ai rappresentanti di Regioni e Comuni e poi ufficializzati in una diretta dal premier Conte. Possibile fare visita ai familiari, ma indossando la mascherina (il prezzo sarà calmierato). Via libera anche allo sport lontano da casa. Resta il divieto di lasciare la propria regione

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Via libera agli incontri con i familiari più stretti (purchè si indossi una mascherina), sì anche alle attività motorie lontano da casa (cade il limite dei 200 metri) ma sempre da soli e mantenendo la distanza interpersonale di almeno un metro. Via libera anche alla vendita di cibo d'asporto (non più solo il domicilio) fino a che non riapriranno i ristoranti (ovvero fino all'1 giugno). Confermata la riapertura per il 4 maggio di imprese di costruzioni e manifatture, per i negozi di vendita al dettaglio si deve attendere il 18 maggio. Eccola la "fase due" che si aprirà per tutta Italia dal 4 maggio.

Le novità sono state oggetto di confronto nel corso della riunione della cabina di regia Stato-Regioni con il premier Giuseppe Conte, i ministri Francesco Boccia (Autonomie regionali) e Roberto Speranza (Salute), il commissario straordinario per l'emergenza Coronavirus Domenico Arcuri e i rappresentanti di Regioni, Province e Comuni. A rappresentare la Sicilia il governatore Nello Musumeci. Tutti gli indirizzi resi noti nella riunione finiranno nel nuovo Dpcm, illustrato ai cittadini in serata dallo stesso Conte. Oltre al decreto ci saranno poi protocolli con le aziende, affinchè la riapertura avvenga in sicurezza. Il controllo sarà capillare e costante, grazie al raccordo tra Enti, Iss e ministero della Salute. Ci saranno delle "soglie sentinella".  Se superate si interverrà con chiusure territorialmente delimitate.

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"Mantieni le distanze"

"Se ami l'Italia mantieni le distanze" il nuovo monito-slogan lanciato da Conte adesso che si può archiviare l'ormai famigerato "resta a casa". "Grazie ai sacrifici - ha detto il premier - stiamo riuscendo a contenere il contagio e questo è un grande risultato", anche perchè ci sono stati "momenti in cui ci sembrava sfuggire a ogni controllo", ma l'abbiamo affrontato con "forza, coraggio e senso di responsabilità. Adesso inizia per tutti la fase di convivenza, la fase due e dobbiamo essere coscienti che la curva di contagio potrà risalire, il richio c'è e dobbiamo affrontarlo con rigore". Ogni riapertura e ogni allentamento dei divieti è subordinato al divieto assoluto di assembramenti - in luighi pubblici e privati - e all'obbligo di mantenere le distanze interpersonali.

Conte ha con forza sottolineato che "dovremo vigilare, monitorare costantemente, affinchè la curva" del contagio "non risalga e essere pronti per intervenire in modo tempestivo laddove la curva dovesse diventare critica. Abbiamo predisposto un meccanismo per consentirci di intervenire. Stiamo tutti affrontando una prova molto dura. Anche nei prossimi mesi ci aspetta una sfida molto complessa. Molti di voi vorrebbero un definitivo allentamento delle misure. Possono quindi anche reagire negativamente in questa fase, affidarsi alla rabbia, cercare un colpevole, prendercela con un familiare, con la politica, con il governo o con la stampa. Oppure possiamo scacciare il risentimento e pensare a cosa ciascuno può fare per consentire questa rapida ripresa. Ciascuno di noi tutti indistintamente dobbiamo gettare le basi della ripartenza del Paese. Rimboccarci le maniche: il Governo farà la sua parte, ci sarà una stagione intensa di riforme, cambiare quelle cose che nel Paese non vanno da tempo. Noi, con la squadra dei ministri, non ci tireremo indietro".

Gli spostamenti

Resterà in vigore il divieto di spostarsi da regione a regione tranne per le "comprovate esigenze" (lavoro o salute ndr) già previste. Dovrebbe quindi cambiare ancora una volta il modulo per l'autocertificazione, indicando nuove ragioni per allontanarsi da casa. Sarà però possibile, all'interno di una stessa regione, spostarsi dal proprio comune anche per andare a fare visita ai parenti. "Non è però - ha chiarito Conte - un via libera a party privati".

Casi sospetti di Covid

Diventa obbligatorio restare a casa se si hanno i sintomi di infezioni respiratorie e febbre oltre i 37 gradi e mezzo. Scatta anche l'obbligo di consultare il proprio medico curante.

Ristoranti e pizzerie

Dal 4 maggio sarà possibile la ristorazione con asporto. "Nessuno pensi  - il monito di Conte - che davanti a un bar o a un ristorante possa esserci un assembramento. Si entrerà uno alla volta e il cibo si consumerà a casa, in ufficio o dove è consentito ma non davanti al posto di ristoro". La riapertura avverrà l'1 giugno.

Sport

Via libera allo sport, anche lontano da casa. Saranno consentite dal 4 maggio le sessioni di allenamento per professionisti e non, purchè riconosciuti "di interesse nazionale" dal Coni e dalle federazioni. Si tratta però di un "via libera" solo per attività individuali. Per gli sport di squadra si dovrà attendere il 18. Il calcio, con le competizioni ufficiali, resta un'incognita. 

Negozi, musei e biblioteche

Dal 18 maggio si potrà riprendere la vendita al dettaglio. Nella stessa data si potranno riavviare gli allenamenti per gli sport di squadra. Restano invece ancora sospese le attività "di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere, centri termali (fatta eccezione per l'erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali, centri sociali, centri ricreativi".

Centri estetici

Centri estetici e negozi di parrucchiere uomo-donna saranno gli ultimi a potere alzare le saracinesche. Stessa sorte per bar e ristoranti. La data scelta è l'1 giugno. Sono stati posti in fondo al calendario perchè attività che portano con sè un maggiore contatto interpersonale. 

Parchi e ville

Sì alla riapertura di aree verdi dal 4 maggio. Purchè nel rispetto delle distanze e con accessi contingentati. I sindaci potranno però decidere per la chiusura.

Funerali e cerimonie religiose

Sarà possibile tornare a celebrare i funerali, ma soltanto alla presenza dei familiari più stretti (non più di 15 persone, possibilmente all'aperto) ma per le messe bisognerà aspettare ancora. 

Resta confermato l'impianto di "base" seguito già dai primi giorni dell'emergenza. Roma fornisce una cornice di riferimento. Le Regioni potranno stringere le maglie ove ritenuto necessario, ma non potranno invece dare misure meno severe di quanto stabilito a livello centrale.

Le mascherine

Il prezzo delle mascherine sarà calmierato. "Ci sarà un prezzo giusto - ha sottolineato Conte - C'è anche il forte impegno del governo a eliminare completamente l'Iva per le mascherine. Il prezzo è intorno a 0.50 centesimi (al pezzo) per quelle chirurgiche".

In famiglia sì, ma distanti

Conte ha annunciato che si dovrà "rispettare il metro di distanza di sicurezza e con le mascherine. Anche nelle relazioni familiari - ha ribadito - state attenti, rispettate queste precauzione perchè gli esperti ci dicono che almeno un contagio su quattro avviene nelle relazioni familiari".

La scuola

"Ragionevolmente avremo le scuole chiuse fino a fine anno scolastico", ha detto Conte in conferenza stampa. Il premier ha ribadito che si lavora alla riapertura a settembre.

Coronavirus, la Sicilia è la regione con indice di contagio più basso

Il monitoraggio e un possibile ritorno al lockdown

L'indice R0, ovvero il numero di persone contagiate in media da un singolo infetto, sarà la bussola sanitaria dal 4 maggio in avanti. Il secondo criterio sarà la capacità del sistema sanitario di far fronte a eventuali aumenti nel numero di contagi, con terapie intensive e tutto quel che serve. I due binari indicati più volte come principali "guide" dal fronte dei tecnici del ministero della Salute, a quel che apprende l'Adnkronos Salute, sono stati ribaditi anche oggi dal ministro della Salute Roberto Speranza impegnato in queste ore in diverse videoconferenze sul tema "fase 2", al centro anche dei lavori della task force guidata da Vittorio Colao. Il nodo relativo a quanto riaprire, come e in che tempi, si dovrà dipanare in un modo che si sposi con i criteri sanitari. Criteri che riguardano ovviamente punti fermi come le distanze di sicurezza, i dispositivi di protezione come le mascherine, e così via.

Musumeci: "Siamo la regione più sicura ma serve prudenza"

Ma su tutti c'è, appunto, l'indice R0, che ogni venerdì sarà oggetto di un aggiornamento, regione per regione. Se questo indice aumenta, seguiranno provvedimenti - misure di contenimento - per riportarlo sotto la soglia. Ci si dovrà muovere così dal 4 maggio, con le prime riaperture sul fronte produttivo e poi a seguire sul fronte commerciale e individuale. In un paio di settimane si potrà vedere come si muove l'indice. Avviata ormai invece la strada dell'indagine di sieroprevalenza con i test anticorpali, che si conta di concludere entro 2-3 settimane dall'avvio dello screening. L’indice R0 o Erreconzero o “numero di riproduzione di base” è il valore che misura la velocità di diffusione di un virus. Quando la crisi del Coronavirus sembrava inarrestabile quel valore era a 3. Ora il valore è ben sotto all'1 in Italia. La Sicilia, a oggi, ha il valore più basso tra tutte le regioni dello Stivale.

Articolo aggiornato il 26 aprile 2020 alle ore 21.10 / Inserite le dichiarazioni del premier nel corso della diretta e della conferenza stampa

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