Covid-19 e tracollo economico, Tardino (Lega) a Musumeci: "Fiducia ai siciliani"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

L’On.le Annalisa Tardino, sulla base di molteplici richieste pervenute da “diverse categorie professionali, commerciali e da molti imprenditori, tra cui anche una lettera aperta di alcuni miei concittadini licatesi” scrive una lettera al Presidente della Regione Siciliana, On. Nello Musumeci, per richiedere “la riapertura della vita economica in modalità sicura”, facendo ricorso, se necessario “alla nostra autonomia, dando attuazione allo Statuto Speciale della Regione Siciliana”.

A seguire, il testo integrale della lettera:

Gentile Presidente,

desidero innanzitutto ringraziarLa per l’impegno che ha dedicato sin dall’inizio dall’emergenza COVID-19 a difesa della salute dei siciliani e, più recentemente, alla definizione delle misure anti crisi, necessarie per il sostegno alle famiglie in difficoltà e alla ripresa economica.

Ho apprezzato molto il Suo sforzo e il Suo coraggio, mostrati sin da subito, anche quando altri avevano sottovalutato la gravità della situazione.

Parimenti, però, credo che oggi sia arrivato il momento di mostrare un nuovo coraggio. 
Il coraggio della riapertura e della fiducia.

Le scrivo, pertanto, per unirmi alle accorate richieste che mi arrivano da diverse categorie professionali, commerciali e da molti imprenditori, tra cui anche una lettera aperta di alcuni miei concittadini licatesi, che ci hanno rivolto un sentito appello per sottoporre alla Sua attenzione la grave situazione legata al mondo del lavoro e alle difficoltà di tutte le categorie che operano nella nostra regione.

Dopo che la prima, violenta, fase dell’emergenza è passata, con la Sicilia che si attesta su numeri di contagio bassi e incoraggianti, ritengo che la Fase 2 possa essere l’occasione per una nuova presa di posizione della Regione Siciliana, che non può più permettersi di restare chiusa, ma deve consentire una ripartenza della vita economica in una ‘modalità sicura’.

Conscia della difficoltà di trovare un giusto bilanciamento tra due esigenze opposte, quella di non far aumentare il trend dei contagi e quella di non far morire il nostro sistema economico, la soluzione sta in una riapertura, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza, da garantire attraverso i controlli delle forze dell’ordine, necessari per evitare assembramenti, e concedendo la giusta fiducia ai cittadini. 

Tale ripartenza può, infatti, a mio avviso, avere successo solo se tutti rispettano le regole, e se la politica sarà capace di fare affidamento all’autodisciplina e al senso di responsabilità dei siciliani, uniti in uno sforzo teso ad evitare il tracollo. 

A tal fine, è sicuramente valido il dialogo da Lei intrapreso con il Governo centrale, ma in assenza di riscontri positivi, potremmo anche ricorrere alla nostra autonomia, dando attuazione allo Statuto Speciale della Regione Siciliana.

Certa della sua attenzione, e restando a disposizione per ogni ulteriore confronto, Le porgo i miei migliori saluti.

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