Buoni alimentari, Di Rosa: "Vengano resi pubblici i criteri adottati e fatto un rendiconto"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Da tempo chiediamo al comune di Agrigento con lettere e note stampa di rendere “trasparente” la distribuzione dei “buoni alimentari” e di rendere pubblici i criteri adottati rendicontando, così come già fatto da altri sindaci, il contributo del governo nazionale di €444.627,41.
Ad oggi dai dati divulgati dal comune, risulta speso solo 1/3 dello stanziamento, dopo la riapertura del bando, chiuso il giorno 28 u.s. nessuna notizia si è più avuta sul sito istituzionale del comune sulla elargizione dei “buoni alimentari”.
Le famiglie degli agrigentini si rivolgono al nostro movimento per sollecitare la distribuzione di quanto dovuto, ma ancora una volta dobbiamo prendere atto che ad Agrigento il silenzio e la mancata trasparenza in atti ed attività pubbliche, la fa da padrone.
Con la presente nota, inoltre, chiediamo che fine ha fatto il contributo  deliberato dal Governo Regionale, che ha assegnato al Comune di Agrigento un ulteriore contributo di €1.179.120,00(unomilionecentosettantanovemila/00) per l'aiuto alle famiglie disagiate. 
La gestione dei buoni alimentari affidata ai sindaci (più o meno sensibili agli interessi diffusi nelle varie realtà sociali da cui hanno avuto i consensi, e quindi al ceto politico di maggioranza) ha suscitato allarme per il rischio di scarsa trasparenza, di discrezionalità più o meno discriminatorie e di aiuto alla prossima campagna elettorale. Ciascun sindaco, infatti,  ha gestito come ha creduto le somme assegnate al suo Comune e i metodi prescelti sono stati i più disparati.
Ad Agrigento si è rasentato il ridicolo con assembramenti creati dalla Macchina organizzativa e Forze di Polizia chiamate a prestare il proprio servizio per mantenere l'ordine pubblico, mortificando di fatto chi doveva ricevere in fila per ore quello che doveva essere un aiuto ma che di fatto ha “mortificato” nella sua integrità umana gli Agrigentini tutti specie chi si è trovato suo malgrado a creare assembramenti non certo per volontà personale, ma solo per l'inadeguatezza della macchina organizzativa.
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Il Coordinatore Giuseppe DI ROSA
 

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