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Renato Schifano e Angelino Alfano sul palco

Renato Schifano e Angelino Alfano sul palco

Alfano "battezza" il Nuovo centro destra ad Agrigento: "Ho scelto l'Italia e non un partito"

Si aggirava alle mille presenze il dato della prima convention di Ncd. Accolto tra applausi e striscioni, il ministro agrigentino ha parlato di immigrazione, economia, infrastrutture, famiglia e lavoro

C'erano tutti i parlamentari siciliani di Ncd, i senatori, i deputati, l'ex presidente del Senato, Renato Schifani. Poi, ancora, Giovanni La Via, Dore Misuraca, Enzo Fontana, Nino Bosco e tutti i sostenitori del "Nuovo centro destra". Si aggirava alle mille presenze il dato della prima convention ad Agrigento del nuovo movimento fondato dal ministro dell'Interno, Angelino Alfano, tenutasi oggi pomeriggio al teatro "Pirandello". Accolto tra applausi e striscioni, il ministro agrigentino ha parlato di immigrazione, economia, infrastrutture, famiglia e lavoro.

"Sono qui, nella mia città, a mani nude. Nessun uomo - ha detto il ministro dell'Interno - potrebbe pensare mai di raccontare la propria biografia alla gente che lo ha visto nascere. Ma vi posso dire che di fronte alle persone che tutto sanno di me mi accingo a dare vita a un nuovo movimento politico. In questi anni di impegno nelle istituzioni, ce l’ho sempre messa tutta. Più di quello che ho fatto per questa terra, non avrei potuto fare. Non siamo qui perché abbiamo cambiato partito, ma perché abbiamo fondato un nuovo movimento politico, che tra due settimane avrà la sua assemblea costituente. E voi non siete qui per aderire ad un partito, ma per fondare insieme a noi questo movimento. Un movimento nato grazie ad un agrigentino, che ha provato a cambiare l'Italia, ad aiutare l’Italia con forza e coraggio. Tra la patria e un partito ho scelto l'Italia".

"Pretendiamo che l’Europa - ha detto ancora Alfano - difenda la frontiera del Mediterraneo, che è la frontiera dell'Europa. Oltre quel mare, in Nordafrica, ci sono tra le 300 e le 600mila persone che vogliono fuggire. Molti scappano dalle guerre e molti sono in mano ai trafficanti di morte. Abbiamo speso finora 9 milioni di euro, 300 mila euro al giorno, perché siamo campioni di accoglienza, perché non vogliamo che si verifichino altre stragi di Lampedusa, ma abbiamo il dovere di garantire sicurezza. La via Atenea deve essere degli agrigentini e solo degli agrigentini. L’Italia è determinante per le scelte sull’immigrazione e l’Agenzia Frontex deve proteggere questa frontiera".

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