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Contagi da Covid 19 al "Barone Lombardo", Pullara: "Troppe carenze organizzative"

Il deputato regionale fa il punto della situazione sull'attuale condizione nella quale versa l'ospedale canicattinese

"E’ la terza volta che intervengo sulla situazione dell’ospedale di Canicattì prima con una interrogazione che evidenziava le carenze organizzative e di applicazione delle linee guida nel caso di possibili positivi covid e cioè a seguito di due operatori sanitari risultati positivi al tampone per Covid19". A parlare è il vice presidente della Commissione Salute all’Ars, Carmelo Pullara.

Nuovi casi di Covid-19 a Canicattì, Pullara: "Salviamo il salvabile"

"La seconda volta sono intervenuto a seguito dell’ulteriore caso positivo di coronavirus all’interno dell’ospedale. Oggi torno ad intervenire perché, da quando ho reso le pubbliche dichiarazione, molti operatori sanitari  mi hanno portato a conoscenza di ulteriori possibili violazioni delle linee guida covid con conseguente contagio non solo in ambiente ospedaliero, fatto di per se grave, ma anche dei cittadini con cui il personale sanitario può venire in contatto dentro e fuori dall’ospedale. A tutto ciò si aggiunga che ad oggi non sono noti i risultati dei tamponi eseguiti sul personale sanitario. Sono contento però  - spiega il deputato - di leggere dalla stampa finalmente l’intervento dei sindaci del comprensorio canicattinese primo fra tutti il sindaco di Canicattì. Quest’ultimo avrebbe avuto la possibilità e la responsabilità di dover vigilare sugli accadimenti susseguitisi e portarli all’attenzione degli organi preposti per i necessari interventi di contenimento. E non invece come ha fatto quasi a relegarli come accadimenti che non potessero incidere sulla comunità di Canicatti in quanto i soggetti non risiedevano in quella cittadina. Ma al sindaco Di Ventura è venuto in mente dove lavorassero e con avessero contatti quotidiani?".

Pullara, chiede a tutti di tenere alto l'attenzione.  "Sicuramente – conclude Pullara - va bene che i sindaci facciano sentire la propria voce al fine di fare alzare il livello di attenzione e quindi porre in essere le necessarie misure per evitare ulteriori contagi e far diventare focolaio l’ospedale di Canicattì. A tal proposito ho già evidenziato, oltre che per iscritto, con l’interrogazione urgente del 30 marzo, verbalmente la grave situazione venutasi a determinare e ciò alla direzione aziendale dell’Asp di Agrigento nonché agli organi regionali preposti affinchè intervengano anche in termini sostitutivi per il ripristino delle condizioni di sicurezza nel rispetto delle linee guida impartite nel tempo, dagli organi preposti a tutti i livelli, appositamente per l’epidemia che purtroppo stiamo vivendo".

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