Martedì, 23 Luglio 2024
Politica Lampedusa e Linosa

Consumi idrici e calcolo a forfait, l'ex vice sindaco: "Non rispettato il programma elettorale"

Dopo la revoca delle deleghe fatta dal sindaco Totò Martello, Maria Dell'Imperio ha scritto una lettera aperta spiegando cosa è successo agli elettori

Le deleghe di assessore e vice sindaco le sono state revocate dal capo dell’amministrazione delle Pelagie Totò Martello. E lo ha fatto “per il venir meno della convergenza politica indispensabile per attuare il programma”.

Viene meno la convergenza politica, Martello revoca le deleghe al vice sindaco

Maria Dell’Imperio, adesso consigliere autonomo, con una lettera aperta, spiega ai suoi elettori cosa è successo: “Il motivo del venir meno della convergenza politica deriva dalla circostanza che io ritenga ingiusto e illegittimo il calcolo a forfait dei consumi idrici, in assenza dell’installazione dei contatori. Nel programma con cui ci siamo presentati agli elettori, si dichiarava che ‘il Comune non riesce a riscuotere la somma dai cittadini poiché il conteggio dell’acqua forfettario è illegale e gran parte del territorio non è dotato di contatori’. Programma elettorale che è proprio quello per cui, noi tutti, compreso il nostro attuale primo cittadino, siamo stati eletti, ma in base alla motivazione della revoca il sindaco sembra averlo dimenticato. Prima di essere eletta, avevo patrocinato diverse cause contro il Comune di Lampedusa,
ottenendo delle sentenze positive che dichiaravano illegittimo il calcolo a forfait. Quindi, prima dell’avvio ufficiale della campagna elettorale, avevo avuto un confronto sull’argomento con Martello che, data la sua esperienza amministrativa, aveva assicurato sarebbe stato possibile risolvere la questione in modo conforme alla legge. Così lo abbiamo inserito nel programma elettorale e io, per prima, mi sono battuta, anche nei comizi, su questo argomento. Una volta eletti, a un mese dalle elezioni, ho sottoposto al sindaco una prima soluzione che lui non ha ritenuto opportuna. Nel rispetto del sindaco, quindi, ho lavorato su un’altra soluzione. Da una parte - scrive e spiega l'ormai ex vice sindaco - c’erano delle somme che il Comune doveva riscuotere e dall’altra una serie di sentenze che dichiaravano illegittimo il calcolo a forfait. Quindi serviva capire quali somme potessero legittimamente essere richieste ai cittadini. Poiché non poteva essere l’organo politico a fare questa valutazione, la mia soluzione era quella di chiedere un parere ad un esperto che potesse dire al Comune quali somme poter domandare ai cittadini e quali no. Anche questa soluzione non è stata ritenuta opportuna dal sindaco. Nel frattempo, però, il Comune, a mia insaputa, notificava ingiunzioni di pagamento per l’acqua a forfait, su fatture che si sarebbero prescritte solo l’anno prossimo. Quindi ho sottolineato al sindaco che sarebbe stato più opportuno aspettare, avendo ancora un anno di tempo per trovare una soluzione e che, quindi, le casse comunali non ne avrebbero risentito, ma non sono stata ascoltata. Ci sono stati più di 100 ricorsi contro le ingiunzioni. Allora, per l’ennesima volta, mi sono rivolta al sindaco ribadendo che, a fronte delle sentenze che davano ragione ai cittadini c’era un alto
rischio che questa operazione danneggiasse le casse comunali, piuttosto che incrementarle e che sarebbe stato più cauto per il Comune sospendere le ingiunzioni in attesa di trovare la soluzione prima della prescrizione. Il sindaco decideva, invece, di affidare l’incarico ad un legale, ritenendo che la miglior tutela per il Comune fosse costituirsi nei processi contro i cittadini che avevano fatto ricorso, nonostante ci fossero decine di sentenze contrarie al Comune, nonostante quello sui ci eravamo impegnati con il programma elettorale e nonostante gli esponessi le mie valutazioni da un anno".

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La questione è stata posta anche come punto all'ordine del giorno di un consiglio comunale. "Ho detto al sindaco che, visto che le mie soluzioni non erano state da lui condivise, se non avesse trovato una soluzione prima del Consiglio, avrei espresso in quella sede la mia opinione, per rispetto al programma elettorale e a chi aveva creduto in noi ed in me - spiega, sempre nella lettera aperta, il consigliere Maria Dell'Impero - . Il sindaco mi ha detto che ero libera di esprimere la mia opinione. Quindi, in Consiglio ho ribadito che, in modo conforme a quanto avevo sostenuto in campagna elettorale, avevo lavorato sulla questione, sottoponendo al sindaco due soluzioni e che non erano state meritevoli di accoglimento. Il sindaco, in Consiglio ha replicato che non avrei dovuto esporre le mie valutazioni in quella sede e che, per aver espresso un parere diverso dal suo avrebbe adottato provvedimenti consequenziali (revoca dell’incarico). Gli ho replicato, quanto ora dico a voi: se avere un’opinione diversa dal sindaco, un’opinione conforme alla legge, coerente con quanto dichiarato nel programma elettorale, che cercava di tutelare il Comune e non gravare illegittimamente sui cittadini, significava essere fuori dalla maggioranza, allora avrebbe anche potuto dimettermi quella stessa sera. Sento con molta responsabilità il ruolo di tutela del Comune e di rappresentanza dei cittadini. Se non si può avere un’opinione che vada in questo senso o se è proibito esprimerla, nonostante sia conforme al programma elettorale, sono ben lieta di non fare parte di quella maggioranza - ha concluso l'ex vice sindaco - . Del resto, un’opinione diversa può solo stimolare un gruppo di lavoro, ma, a quanto pare, con il sindaco Martello questo non è possibile. Resterò a diposizione dei cittadini e farò del mio meglio per rappresentarli, pur non facendo parte né della maggioranza (che, evidentemente, non ricorda il “programma” per il quale è stata eletta), né dell’opposizione. Resterò autonoma, semplicemente come il consigliere Maria Dell’Imperio che non dimentica quanto detto in campagna elettorale.

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