La Consulta del turismo non decolla, Carlisi: "La democrazia non piace al sindaco"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Per regolamento l’istituzione della Consulta del turismo doveva avvenire entro 60 giorni dal provvedimento che richiedeva la presentazione delle candidature. Tale provvedimento è del Novembre 2018.
Non c’è un numero minimo di membri per la Consulta ma solo un numero massimo che è 15 e in questo numero sono compresi anche il sindaco e 2 consiglieri comunali.
Alla prima richiesta di candidature, verso operatori del turismo, hanno risposto in 4 a cui se ne sono aggiunti altri alla seconda. Ho inviato all’ufficio del segretario generale una richiesta di parere riguardo l’applicazione del regolamento e mi hanno risposto che l’ampliamento non era escluso dal regolamento ma hanno sorvolato, in pratica non hanno proprio risposto ad un consigliere comunale, sul mancato rispetto dei termini temporali imposti dal regolamento: la Consulta avrebbe dovuto essere convocata già a Gennaio 2019.
Non c’è una formula indicata dal Regolamento sulla scelta dei consiglieri che ne devono fare parte, avrebbero potuto convocare la consulta e chiedere alle commissioni due rappresentanti. Tutto solo per perdere tempo e scaricare, come per la vicenda precari, le colpe sul consiglio comunale.
Intanto come 250 mila euro si sono spesi l’anno scorso per via Cesare Battisti con un provvedimento degli ultimi giorni dell’anno, aspettiamoci di vedere altri provvedimenti di questo tipo anche quest’anno. Non si può escludere che, in qualche ufficio comunale, un tecnico abbia appena avuto un indirizzo orale di procedere a qualche progetto a piacere del sindaco, anche mastodontico con panchine da 6mila euro. 
Il sindaco annuncia festeggiamenti natalizi pagati con le somme della tassa di soggiorno ma non ci sono atti in albo pretorio oppure non si trovano facilmente.
La democrazia al sindaco non piace. 
Come il bilancio partecipato per il quale i cittadini possono scegliere come spendere il 2% dell’IRPEF. 
Il regolamento per farlo c’è, è vigente, l’ho fatto approvare io, ma l’amministrazione ogni anno fa finta di niente. Lo aveva addirittura fatto sospendere qualche anno fa da consiglieri compiacenti. 
Alla fine (ma quando, visto che ormai l’anno è finito?) ci sarà qualche sondaggio su temi scelti dall’amministrazione mentre quel regolamento prevede che a sceglierli siano i cittadini. 
Ci sarà altra determinazione della Giunta, potenzialmente non valida per la Regione, per spendere soldi dei cittadini agrigentini?
Non è  meglio sostituire #dilloalillo con #lilloselacantaeselasuona ?

M.Carlisi
Movimento 5 stelle Agrigento
 

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