Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Consortile Aica, Spataro: "Intravedo insidie e trappole per i cittadini"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“Come si pensa di potere attivare e assicurare un servizio pubblico essenziale, così oneroso ed impegnativo, partendo con un proprio capitale, di appena  20mila euro, e facendo leva su un promesso prestito da 10 milioni euro, ovviamente da restituire alla Regione. Apprezzo il coraggio e lo sforzo dei sindaci, ma mi sembra davvero un falso avvio e un’avventura segnata, le cui conseguenze finiranno, come al solito, per gravare sui cittadini onesti”.  Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, interviene sulle tormentata e delicata vicenda che riguarda la costituzione della consortile AICA a cui, a partire dal 2 agosto,  sarà affidata la gestione del servizio idrico integrato nel territorio agrigentino. “Lo scenario che si delinea non è certamente rassicurante – afferma Spataro – le dinamiche prospettate mi lasciano fortemente perplesso e impongono attente e profonde riflessioni. All’orizzonte intravedo insidie e trappole per i cittadini.  Il serio pericolo è rappresentato dal fatto che AICA, in assenza di autonome disponibilità finanziarie, non avrà margini di manovra per far fronte ad eventuali perdite d’esercizio, con il pesante effetto che i Comuni dovranno accollarsi il rischio, scaricando il deficit accumulato sui contribuenti. Questo significherebbe che i cittadini saranno chiamati ad un ulteriore sacrificio, e quindi a farsi carico di un balzello sempre più pesante per garantire la totale copertura del costo del servizio. La Regione Siciliana, di fatto, se ne lava le mani, concedendo un prestito di 10 milioni di euro di cui ne chiede la restituzione, pur consapevole che l’AICA parte con le casse vuote e che i Comuni sono alle prese con bilanci appesantiti e non in grado oggi di supportare nemmeno l’ordinaria amministrazione. Dunque, il grave rischio è che, attraverso la costituzione di questa nuova società - avverte Spataro -  si torni a 20 anni fa, quando l’acqua veniva distribuita seguendo la turnazione a fronte di bollette onerose a carico sempre dei cittadini onesti, quelli che pagano le tasse anche per gli evasori. La classe politica, sia regionale che nazionale, non può e non deve limitarsi a svolgere il ruolo creditizio di banca, quando ha sensibilmente contribuito a dare vita all’attuale situazione che si presenta difficile. Anzi difficilissima e drammatica, il cui pericolo concreto sarà quello di vedere peggiorato il servizio, con inevitabili disagi ma anche con effetti negativi sul tessuto sociale, economico ed occupazionale.  Intanto in via Luigi Sturzo – sottolinea Spataro -  l’acqua viene erogata ogni 10/15 giorni ed in alcune zone del centro storico, come via Barone, proprio dietro il Municipio, scorre dai rubinetti delle case forse due volte a settimana, per un’ora, e nel resto della città saltano i turni senza che nessuno batta ciglio. Gli agrigentini, che non hanno la memoria corta,  si segnino tutto questo e facciano scelte responsabili e consapevoli alla luce dello sfascio totale in cui versano le nostre comunità, cosi tristemente  ridotte da chi, a vario livello, ha responsabilità di governo del territorio”.

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