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Consiglio provinciale straordinario per la sopravvivenza dell'Ente

Ieri era la giornata di mobilitazione delle Province. Approvato il documento dell'Upi. Lazzano: "Non è un ente inutile", D'orsi: "E' un problema politico, non tecnico"

Approvato ieri sera in aula Pellegrino l'ordine del giorno: i documenti redatti dall'Unione province d'Italia (Upi) e dall'Unione regionale delle province siciliane (Urps).

Nei 107 Consigli provinciali straordinari che hanno avuto luogo nella giornata di mobilitazione delle Province di tutt'Italia, è stata discusso il decreto legge della manovra "Salva Italia" di Mario Monti, che andrebbe a svuotare gli enti provinciali del potere attuale, riducendo i costi di funzionamento della autorità della Provincia (articolo 23 del decreto legge del 6 dicembre 2011).

"Le Province incidono pochissimo sulla spesa pubblica. Non è dunque un problema tecnico e finanziario, bensì politico", afferma Eugenio D'Orsi, presidente della Provincia di Agrigento. E' pari a 11 miliardi, cioè all'1,35 percento della spesa pubblica annua, il costo dell'ente Provincia. L'Upi ha redatto un documento "No all'Italia senza Province", nella quale afferma che i commi 14 e 15 dell'articolo sono inconstituzionali unitamente a una proposta, per così dire "salva Province". Tra i vari punti sono presenti la richiesta di un intervento di razionalizzazione delle Province attraverso la riduzione del numero delle amministrazioni e l'eliminazione di tutti gli enti intermedi strumentali (agenzie, società, consorzi).


"Ci riuniamo per spiegare all'opinione pubblica che le province non sono enti inutili", afferma il consigliere del Pdl Mario Lazzano nel suo intervento. Le argomentazioni a sostegno delle Province espresse ieri in aula dai consiglieri e dallo stesso presidente, vertevano sul problema dei dipedenti dell'Enti, che comunque andranno trasferiti nei Comuni o alla Regione; i servizi curati dalla Provincia, viabilità, edilizia scolastica, assistenza sociale, competenze che verrebbero assorbite da altri Enti; e poi il problema politico, forse il cuore della questione, che vede una fetta della politica locale privata del potere acquisito tramite il voto.

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