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Consiglio comunale, approvate le misure correttive: si tenta di rinviare il dissesto

Il voto ieri in tarda serata dopo una seduta lunga e per lunga parte molto poco produttiva durante la quale sono state lette integralmente decine di pagine di documenti. Scontro Presidenza-Palermo

Il Consiglio comunale di Agrigento ha approvato le misure correttive richieste dalla Corte dei conti per gli esercizi finanziari dal 2013 al 2015.
Il voto positivo è arrivato ieri sera, a maggioranza, dopo una seduta lunghissima, caratterizzata nella fase iniziale da un ennesimo – ma relativamente breve per durata – scontro tra la Presidenza e una parte dell’opposizione.
Pietra dello scandalo, la modalità con cu i si sarebbe dovuta esporre all’aula tutta la documentazione al voto. A fare richiesta di una lettura integrale, non solo delle 70 pagine delle misure correttive, ma anche delle decine di pagine dei singoli pareri della Corte dei conti contenenti i motivi di deferimento, il tutto in base all’ordine cronologico. Una proposta che una parte della maggioranza ha interpretato come un tentativo di allungare i tempi del dibattito, per quanto alla fine si sia comunque deciso di leggere tutto, anche se in modo aggregato. Apriti cielo. Palermo denuncia di non essere messa nelle condizioni di comprendere appieno quanto si stava andando a votare e, dopo uno scambio di battute al vetriolo con la Presidenza va via dall’aula, anche mentre l’assessore al Bilancio Giovanni Amico aveva iniziato a declamare il tutto. Il componente della Giunta, poco prima, aveva spiegato che queste misure correttive, e il successivo piano di risanamento dell’ente “non sappiamo ancora se eliminerà il rischio dissesto, ma è quello che è possibile fare e che questo Ente è nelle condizioni di sostenere”.
Ad ascoltarlo, quasi unicamente i banchi della maggioranza: l’opposizione in aula era rappresentata dai consiglieri Falzone, Giacalone, Vaccarello e Carlisi. Quasi tutti assenti quindi i consiglieri di Forza Italia, che avevano subordinato il voto delle misure correttive al dibattito sulla situazione politica in aula.
Alla fine, dopo l’approvazione di alcuni emendamenti proposti da Carlisi (tra questi, l’inserimento di una più precisa attività di controllo sulla realizzazione del servizio di igiene ambientale) e altri avanzati dalla maggioranza (tra questi, l’impegno a trasferire negli uffici comunali di Fontanelle del personale di Gesa, la dematerializzazione delle documentazioni per velocizzare l’approvazione dei bilanci e altro) le misure sono state approvate a maggioranza. Niente da fare per il "Baratto amministrativo", che sarà ripresentato successivamente e, soprattutto, nessun riferimento al taglio delle indennità degli amministratori comunali.

Ma cosa prevedono le misure e il piano? Complessivamente, un efficentamento della macchina comunale e soprattutto un potenziamento delle attività di riscossione, cui si aggiunge un aumento dei costi di servizi come quello di Asilo nido comunali. Torniamo però alla domanda iniziale: servirà?
Qualche dubbio lo avevano instillato gli stessi revisori dei conti, i quali nelle scorse settimane, avevano “sollecitato l’Ente a predisporre gli atti propedeutici che costituiranno parte integrante del bilancio di previsione tenendo conto che ‘non potranno essere considerate idonee le mere dichiarazioni di intenti non supportate da atti che abbiano effetto nell’ordinamento giuridico”.

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