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Aula "Sollano", scontri e sospensioni: la situazione è fuori controllo

La seduta di ieri sera ha fatto registrare due stop per "disordini" in circa due ore di lavori. Nessun punto approvato, tutto rinviato ad oggi pomeriggio: arriva il nodo della misure correttive

Il consiglio comunale di Agrigento è ancora più sull’orlo di una crisi di nervi. Nella seduta di ieri sera, per l’ennesima volta, gli scontri interni hanno reso improduttivo il lavoro dei consiglieri e portato a ripetute sospensioni e ad una finale mancanza del numero legale.

Tutto parte dalla richiesta del capogruppo di "Agrigento Cambia" Pietro Vitellaro di prelevare il punto delle misure correttive che giaceva in fondo agli ordini del giorno. “E’ una responsabilità che va al di là dei rapporti tra maggioranza e opposizione quella di mettere in ordine i conti del Comune – ha detto -. Chiedo un appello nominale perché un eventuale ritardo sull’approvazione può mettere in gravi pregiudizio le casse del Municipio”.

Il punto, secondo l’opposizione, va tuttavia subordinato alla discussione sulla situazione politica dell’aula. Il ragionamento è semplice: appena si delineeranno i contorni di chi è maggioranza e chi è opposizione, a quel punto ognuno si farà carico della responsabilità, politiche, del voto. Dopo un acceso scontro fuori microfono con il capogruppo di Forza Italia Giovanni Civiltà, ad accendere la “miccia” è stato il capogruppo di "Sicilia Futura", Salvatore Borsellino, il quale ha spiegato che senza la presenza dell’Amministrazione comunale, (in quel momento erano in aula solo i consiglieri-assessori Hamel e Riolo), del dirigente e dei revisori dei conti non era possibile avviare la discussione. “Ma pensate sia giusto prendere a schiaffi un’aula eletta direttamente dal popolo sovrano? - ha chiesto rivolto alla maggioranza-”. Parte una lunga sequenza di interventi, ma dopo una mezz’oretta i lavori si fermano. Sono le urla fuori microfono proprio di Borsellino a spingere il vicepresidente Salvatore Falzone ad una interruzione.

Durante la pausa si cerca di ricomporre il quadro: il presidente Daniela Catalano interpella i revisori, i quali garantiscono la presenza per la seduta di stasera. Vitellaro allora ritira il punto “di fronte alla richiesta, finalizzata unicamente a poter approvare consapevolmente le misure correttive” e a condizione “che domani (oggi ndr) tutte le forze politiche siano presenti per trattare il punto e votarlo il più presto possibile”.
Una posizione che trova il leggerissimo disappunto del capogruppo di Forza Italia, Giovanni Civiltà, che chiede di prendere la parola e, materialmente, inizia a parlare al microfono dello scranno prima che gli venga concessa. “Il consigliere Vitellaro ha ritirato la richiesta di prelievo per trattarlo domani. E con chi lo ha deciso? Forse c’è una conduzione dei lavori d’Aula che non ci piace. Presidente, con chi ha concordato che domani si voterà questo punto? Forza Italia lo affronterà solo quando, alla presenza del sindaco, si discuterà la situazione politica. Se avete i voti (ha detto rivolto alla maggioranza ndr) votatevele, ma non accetto atti di arroganza e tracotanza”.
Parte uno scontro verbale a distanza fuori microfono di cui Civiltà è robusto sostenitore vocale, finché la presidente lo invita ad abbandonare l’aula per più di una volta. Il consigliere non si schioda e la seduta salta. Lo scontro continua anche mentre tutto è sospeso, con una serie di affermazioni che faranno probabilmente discutere. Si torna in Consiglio dopo quasi un’ora per assistere a nuovi scontri su una mozione di carattere tecnico, con un alterco tra l’assessore Nello Hamel e la consigliera Nuccia Palermo, con il primo che ha detto di non voler rispondere alle domande della seconda. Altre urla, qualche domanda, e alla fine, intorno alle 22, è venuto a mancare il numero legale. Tutto rinviato ad oggi pomeriggio, forse.

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