Consiglio comunale, cambiano gli equilibri politici: Firetto è senza maggioranza

E' stata chiesta la convocazione di una Assise specificatamente dedicata alla situazione politica. Un modo, secondo l’ex minoranza, per avviare una seria valutazione sulla possibilità di un rimpasto della squadra amministrativa e della stessa presidenza dell'organo deliberativo

Una seduta del consiglio comunale di Agrigento

Tra problemi della politica nazionale e i mal di pancia di origine tutta agrigentina, in consiglio comunale cambiano gli equilibri e i posizionamenti e, anche se ancora oggi manca il banco di prova del voto su temi importanti, la maggioranza numerica del sindaco Lillo Firetto non esiste più.

Alternativa popolare è fuori dalla maggioranza 

Il passo più evidente è quello più recente: l’allontanamento di quasi tutto il gruppo di Alternativa Popolare, che nei giorni scorsi ha consumato uno strappo che in realtà era nelle intenzioni da parecchio tempo. Tre consiglieri comunali su 5 (il quarto ha direttamente cambiato gruppo) hanno lasciato il lato sinistro dell’emiciclo, dichiarandosi in posizione di “opposizione responsabile”, macrocategoria nella quale ormai si trovano un po’ tutte le forze. L’esito, da un punto di vista strettamente aritmetico è chiarissimo: Firetto non ha più la maggioranza dei consiglieri comunali. Basta fare la conta. In posizione di appoggio del sindaco oggi ci sono 8 consiglieri appartenenti ai gruppi di Agrigento Cambia e Rinasce, cui si aggiungono l’indipendente Gabriella Battaglia (che è anche assessore) e il Dem – e assessore – Gerlando Riolo. Variabili i voti invece della presidente del consiglio comunale Daniela Catalano, Ap, e di Rita Monella, di “#diventeràbellissima”. Facendo la somma, i voti a disposizione sono 12 o al massimo 13 nei giorni di festa.

Un problema non nuovo: da circa un anno e mezzo aula “Sollano” ha persino difficoltà a mantenere il numero legale, con un numero di rinvii davvero impressionante. Così, mentre in area di opposizione nascono nuovi gruppi, come quello di Autonomisti e Popolari, formazione in cui sono confluiti l’ex Ap Gianluca Urso e il dimauriano Angelo Vaccarello (proveniente da un’altra formazione che fa riferimento alle posizioni del vicepresidente dell’Ars, cioè Uniti per la città), nella serata di ieri è stato formalmente richiesta la convocazione di un consiglio comunale specificatamente dedicato alla situazione politica. Un modo, secondo l’ex minoranza, per mettere a nudo il “re”, e avviare, anche se con interessi e posizioni diverse, una seria valutazione sulla possibilità di un rimpasto della squadra amministrativa e della stessa presidenza del consiglio comunale, oltre che della composizione delle commissioni consiliari.

Insomma, una specie di revisione di metà mandato che, molto difficilmente troverà la collaborazione di Firetto, che se non molto tempo fa aveva aperto ad un governo di salute pubblica, è tradizionalmente un sindaco che apprezza poco le rimodulazioni del quadro amministrativo post voto. Del resto, dicevamo, non è detto che vi sia la necessità di consumare questi passaggi.

Tassa sui rifiuti, in Consiglio il piano tariffario 

Se è vero che oggi non ci sono i numeri per approvare punti delicatissimi come la Tari 2018 e la maggiorazione Tasi (che dovrebbero essere votati entro oggi, altrimenti si rischiano serissimi grattacapi), è altrettanto vero che in pochi hanno voglia di azzoppare il cavallo sul quale stanno camminando, e che le formazioni di maggiori dimensioni puntano piuttosto ad una delegittimazione a lungo termine. 

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Per questo, ad esempio, solo due consiglieri di opposizione, ovvero Salvatore Borsellino di Sicilia Futura e Marcella Carlisi, M5S, hanno sostenuto di non ritenere utile la discussione sul tema politico, ritenendo piuttosto necessaria una mozione di sfiducia al primo cittadino. Una voce nel deserto.
 

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