Torna a riunirsi il consiglio comunale: si apre la danza delle presidenze

Si deciderà innanzitutto il nuovo criterio di distribuzione all’interno delle commissioni, essendo calato il numero dei consiglieri

Il Consiglio comunale di Agrigento

E’ stato convocato per il prossimo 25 novembre il consiglio comunale di Agrigento destinato alla delicata operazione matematica di individuazione di presidenti e componenti delle sei commissioni consiliari.

Un lavoro certosino per una lunga serie di motivi. Il primo è il restringimento significativo della coperta: i consiglieri comunali sono diventati 24 (e bisognerebbe togliere il presidente) e quindi ogni commissione ha perso di fatto un componente (mancano sei consiglieri, sei sono le commissioni). Questo comporterà che appunto la prima seduta sarà destinata a votare un nuovo regolamento che deciderà i criteri di distribuzione dei gruppi all’interno delle commissioni e prenderà atto del minor numero di componenti, fermo restando che tutti i consiglieri (tranne il presidente) devono far parte di una commissione.

Un appuntamento a cui i componenti di aula Sollano non arriveranno impreparati, in realtà: già da giorni si susseguono riunioni carbonarissime alla presenza anche dei deputati regionali “capocordata” per decidere a chi affidare soprattutto le presidenze. Una scelta che non è diretta: i consiglieri votano infatti i componenti delle commissioni, e sono solo questi ultimi a decidere al proprio interno chi sarà il presidente. E qui nascerebbe anche un ulteriore problema aritmetico, dato che il numero dei consiglieri destinati per commissione è pari: questo porterà al rischio di uno stallo proprio in fase di votazione delle presidenze, situazione che potrebbe essere superata con il sistema dell’elezione del più anziano in caso di parità. Tante, come è evidente, le variabili per quanto sembra che alla fine la partita sarà tutta all’interno della maggioranza: l’idea sarebbe infatti di non fare “prigionieri”, chiudendo le porte a tutti i componenti delle opposizioni che, ovviamente, saranno comunque distribuiti dentro le commissioni ma ma senza che abbiano spazio per le presidenze. Tutto ciò difficilmente creerà un ambiente particolarmente produttivo e sereno.

Per mettere a segno il “grande disegno” della maggioranza, comunque, bisognerà che la struttura politica regga e si replichino le scene registrate in occasione della votazione del presidente del Consiglio comunale. Quindi significa, di fatto, accontentare tutti i gruppi di maggioranza non solo in termini di distribuzione nelle commissioni desiderate, ma far sì che ogni commissione contenga consiglieri pronti a votare il presidente già scelto ai sensi del fidato Cencelli.

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