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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

Profili "fake" creati ad uso di politici e amministratori, quando la propaganda si fa social

Il fenomeno riguarda alcuni specifici esponenti, che sono curiosamente circondati da utenti Facebook senza volto né storia, tanto da apparire facilmente come creati allo scopo

Non sarà uno scandalo internazionale, come quello scaturito dalla scoperta di ingerenze di hacker russi e profili social inventati sulle campagne elettorali, ma per una realtà come Agrigento è comunque una vicenda che, tra il serio e il faceto, racconta una nuova realtà politica locale. Soggetti più o meno nuovi alla ricerca disperata di consenso social. Quel mondo virtuale che, nel recentissimo passato, aveva creato grazie a gruppi organizzati, slogan e centinaia e centinaia di commenti, il movimento sociale "#noisiamoaltro" che portò ad una delle manifestazioni di piazza più imponenti degli ultimi anni oltre che alle dimissioni di quel Consiglio comunale e al subentro di una nuova amministrazione.

Così, fin da subito, il legame tra politica  e social network è stato fortissimo: in alcuni gruppi, critici a corrente alternata, si sono costruite fortune politiche. I primi a sperimentare questo sistema, e a controllarne una porzione, sono stati i sostenitori di Lillo Firetto: ancora oggi c'è chi è impegnato quotidianamente a raccontare quel che di buono fa il Comune, quanto bene vada la raccolta differenziata oppure, semplicemente, che tutto sommato ogni mondo è paese. Una "guerra" a colpi di like che lascia però parecchi morti per strada, dato che decine e decine sono gli utenti bloccati e bannati dalle pagine istituzionali dopo interventi ritenuti fuori dal seminato.

Così, su quell'onda lì, oggi è facile per chi ha un minimo di conoscenza di questi argomenti, rilevare l'uso sistematico di profili fake, finalizzati a sostenere o attaccare questo o quel politico-amministratore-consigliere comunale. Un elenco lungo di nomi e cognomi inventati, che riciclano foto non proprie prese dal mare magno di internet e che, sistematicamente, sostengono alcuni e crocefiggono altri. Un'attività capillare, di vero e proprio killeraggio, che ha individuato alcune vittime prestabilite e invece altri soggetti da esaltare a qualunque costo. Un consenso creato sul nulla, totalmente inventato, che però attecchisce in quel brodo di coltura che è il mondo dei social, dove tutto è, palesemente, invenzione, ma diventa, nelle giuste mani, strumento di eccezionale propaganda. Impossibile, ovviamente, collegare l'utente alla persona eventualmente lodata, ma, come diceva Giulio Andreotti, a pensar male si farà anche peccato, ma c'è sempre il rischio di indovinare.

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