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Amministrative, Di Maio a Casteltermini: "I tunisini non hanno alcun diritto di venire in Italia"

Il ministro degli Esteri ha fatto tappa nell'Agrigentino per la campagna elettorale del candidato a sindaco Filippo Pellitteri. "Questo paese ha portato l'80% di sì al referendum costituzionale, 11 punti sopra la media nazionale"

 

“Torno alla carica con i tunisini. Siamo sempre stati un Paese accogliente e continueremo ad esserlo, ma i tunisini non hanno alcun diritto di venire in Italia perché non fuggono da guerre e persecuzioni". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, rivolgendosi al prefetto di Agrigento, Maria Rita Cocciufa, che lo ha salutato al suo arrivo in piazza a Casteltermini. Di Maio è stato a Casteltermini per la campagna elettorale del candidato a sindaco del Movimento Cinque Stelle Filippo Pellitteri. "Chi viene illegalmente, sarà rimpatriato. La Tunisia - ha aggiunto Di Maio - è un Paese amico e lavoreremo insieme in questa direzione”.

Il ministro si è soffermato anche sul risultato raggiunto da Casteltermini per il referendum: "Casteltermini ha portato l'80 per cento di sì al referendum costituzionale, 11 punti sopra la media nazionale. Numeri importantissimi che rappresentano un segnale dato a tutta la politica italiana, dicendo che i soldi delle vostre tasse si devono amministrare bene e con 345 parlamentari in meno sopravviveremo comunque e la democrazia è salva ugualmente. So che qualcuno sta rosicando, ma è un grande risultato. Ditevi bravi, lo so che è solo un punto di partenza perché adesso dovremo fare necessariamente una legge elettorale e chiederemo di poter scegliere direttamente i nostri rappresentanti. Faremo una legge elettorale in cui non ti puoi paracadutare, candidandoti in otto, nove collegi in tutta Italia e ti fai eleggere a Bolzano perché a Palermo ti conoscono e non ti votano più o viceversa - ha aggiunto il ministro - . Grazie al taglio dei parlamentari dovremo modificare i regolamenti e introdurremo un paio di regolette. Se fai il 98 per cento di assenze in Parlamento io non ti posso pagare come quello che ha lo zero per cento di assenze, perché in nessun posto d'Italia o del mondo, in nessuna azienda, se fai il 98 per cento di assenze, il tuo datore di lavoro ti paga".  

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