"Caso" Montante, Massimo Ingiaimo e Antonella Maggio: "Il Pd non può stare in silenzio"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

L’inchiesta giudiziaria che ha portato all’arresto di Antonello Montante ex presidente di Confindustria Sicilia, che per uno scherzo del destino è capitato a pochi giorni della commemorazione della strage di Capaci, riaccende il dibattito sull’antimafia. Le ricostruzioni giornalistiche degli atti delle indagini parlano di un vero sistema di potere in grado di condizionare la politica e attraverso questa fare affari, utilizzando il paravento dell’antimafia anche per avere informazioni e contatti altrimenti impossibili che consentivano di proteggersi dalle indagini e di svolgere perfino un’attività di dossieraggio finalizzata al ricatto. Si tratta di fatti che se venissero accertati in giudizio sarebbero di una gravità assoluta che dimostrerebbero come “l’antimafia si è fatta potere” ed il potere utilizzato per delinquere, proprio come aveva profetizzato Leonardo Sciascia nel suo corsivo al Corriere della sera del 1987 dal Titolo “I professionisti dell’antimafia”.
L’inchiesta, a diverso titolo, coinvolge anche politici di primo piano come Rosario Crocetta, Linda Vancheri, Mariella Lo Bello, Maria Grazia Brandara e questo getta un'ombra sul governo Crocetta. Il danno maggiore, però, sarebbe quello immateriale arrecato ai tanti giovani che hanno creduto a queste icone antimafia, le hanno votate, sostenute ed emulate. Sarebbe un tradimento irrecuperabile.
Questa terra, purtroppo, non si può permettere la morte dell’antimafia ed ora più che mai ha bisogno di un’antimafia dei fatti, “di un acquedotto in più, anche a costo di un convegno in meno” - come diceva Sciascia. Per questo motivo il Pd, il partito in cui alcuni di questi protagonisti hanno militato, con alterne vicende, con i cui voti sono stati in parte eletti, e che era il perno del governo regionale non può stare in silenzio, né può cavarsela dicendo - come ha fatto il segretario regionale domenica scorsa su la Repubblica - che alcuni assessori di Crocetta erano indiscutibili perché frutto di un patto politico elettorale. Forse occorrerebbe rompere questo silenzio che rischia di apparire come il silenzio dei colpevoli per dire con chiarezza  che consentire a Confindustria Sicilia di gestire l’assessorato alle attività produttive è stato un grave errore politico e strategico che avrebbe meritato un più serio e deciso scontro politico.   
Lo diciamo oggi, alla vigilia delle campagna per le amministrative di giugno in cui la sinistra, in crisi in tutta Europa, gioca, in alcune realtà, una partita per la sopravvivenza e la tentazione di alleanze “inopportune” potrebbe essere più forte. 
E’ necessario che la politica recuperi credibilità, essere garantisti nei processi ma coerenti e rigorosi sull’etica e la morale, aprire porte e finestre e respirare aria pulita, gli elettori ci guardano e tocca a noi capire come e da dove ricominciare.  Aspettiamo al più presto un congresso nazionale e regionale vero, che riparta non dal potere e dai poteri ma dalla Politica.
Nella provincia di Agrigento, in particolare, si sono registrate operazioni antimafia che testimoniano la permeabilità del tessuto economico e sociale della criminalità organizzata. C’è una costante opera intimidatoria di amministratori locali tra cui ci potrebbe essere qualche contiguo ma soprattutto ci sono  tantissimi amministratori perbene. Occorre sapere distinguere il grano dal loglio e crediamo che debba essere proprio il Pd a pretendere che si faccia chiarezza sulle ingerenze mafiose come sulla gestione dei rifiuti, dell’acqua pubblica, dei servizi, della sanità, della scuola, dei fondi europei. Siamo in uno stallo senza fine, in un pantano che più che cittadini ci fa apparire sudditi. Non ci può essere posto per l’antimafia che si fa potere, abbiamo bisogno di riscoprire i valori fondanti di una comunità e lo possiamo fare se riscopriamo il valore della lotta per aumentare i diritti e migliorare le condizioni di vita di chi sta peggio attraverso una buona e sana amministrazione dei nostri comuni o una coraggiosa opposizione, ove ci tocca  questo ruolo. Con meno di questo nessuno ci salverà. Nessuno si salverà!  
        Massimo Ingiaimo (componente Assemblea Nazionale Pd)
        Antonella Maggio(Capogruppo Pd Sambuca di Sicilia e membro assemblea regionale Pd)  
 

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento