Coronavirus, Carmelo Pullara: "No alla psicosi dell'appestato"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

"Sulla distribuzione dei posti Covid in provincia di Agrigento in questi giorni sono intervenuti quasi tutti i sindaci, ma anche qualche consigliere, con una missiva che richiedeva chiarimenti interessandone non solo i vertici politici da quelli regionali fino ad arrivare al Presidente della Repubblica, ma anche vertici istituzionali giudiziari quali quelli della Procura della Repubblica. Da ultimo e’ intervenuto l’Assessore Regionale per la Salute, Razza, per mettere la parola fine, anche a fronte del piano di intervento ospedaliero per l’emergenza Covid-19 trasmesso ieri, 1 aprile, alla Commissione Salute per l’espressione del previsto parere, che tra l’altro riporta i dati, sia per posti letto Covid che per terapia intensiva su Agrigento-Canicatti-Licata-Sciacca,  da  me indicato sin dall’inizio della crisi coronavirus. Certo ai sindaci tutti va il ringraziamento per lo stress ed il peso che in questi giorni hanno dovuto sopportare per la pressione derivante dallo stato epidemico e dalla necessità di un controllo del territorio a fronte delle diverse ordinanze nazionali e regionali, ma anche per il controllo dei soggetti in quarantena nonché per l’attivazione della necessaria santificazione delle città e paesi a dire il vero avvenuto in quasi tutte le realtà grazie al contributo volontario gratuito della classe agricola cui va il mio plauso e grazie.

Ad affermarlo è il vice Presidente della Commissione all’Ars l’On. Carmelo Pullara.

"Ma non vorrei che questa manifestazione pubblica di dissenso,- continua il parlamentare - che per carità ha certamente un fine positivo e sentimenti di tutela anche nei confronti dei soggetti affetti dal virus, possa ingenerare la psicosi dell’appestato ovvero un conflitto, cosa che oggi sarebbe estremamente dannosa, di competenze e responsabilità. Cosa diversa è il grido di allarme e la richiesta di aiuto che invece viene dalla classe sanitaria, già in stress dovuto al rischiare la vita non solo per la situazione in se ma soprattutto per la carenza di dpi che ne mettono ancor di più a rischio l’incolumità propria e dei familiari, in particolare dalla classe medica, che a fronte di esperienza e percorsi di studi ed essendo impegnati in prima linea chiede di essere ascoltata, anche attraverso i propri ordini, per proporre soluzioni organizzative ottimali, non solo nell’interesse dei pazienti affetti da questo maledetto virus ma anche di tutti gli altri che necessitano di cure ospedaliere specialistiche come ad esempio i cardiopatici, i dializzati, le gestanti e così via. In questo caso mi sento di mettermi al loro fianco, così come fatto finora con la continua presenza negli ospedali della provincia, se non in testa, continuando a garantire ed assicurare la mia presenza e vigilanza sul territorio.

In questo clima – conclude Pullara - invito tutti ad abbassare i toni di eventuali polemiche o di chi si lancia più lontano degli altri, ritrovando un rinnovato clima di collaborazione ed ascolto nel rispetto di ruoli e responsabilità senza gelosie steccati ed appartenenze, ma ritrovandoci tutti attorno ai due cardini di oggi il malato, non per colpa propria, affetto dal coronavirus e la classe sanitaria tutta sia ospedaliera che territoriale, ad esempio i medici di medicina generale (c.d. di famiglia), ma anche quella dei servizi di emergenza urgenza.

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