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Mercoledì, 27 Settembre 2023
La polemica / Santa Margherita di Belice

Bene confiscato alla mafia diventa sede di Fratelli d’Italia, il disappunto di Libera: “Poteva essere usato diversamente”

Si tratta di un immobile nelle adiacenze della piazza principale del paese che era del boss Pasquale Ciaccio. La replica di Deborah Ciaccio, definita “La nipote del boss”: “Indignata dagli attacchi che sta subendo la mia famiglia”

Un immobile confiscato alla mafia, di proprietà del boss Pasquale Ciaccio, è diventato la sede locale del partito di Fratelli d’Italia a Santa Margherita di Belìce. E’ adiacente alla piazza principale del paese ed è rimasto inutilizzato per anni.

Poi la cerimonia inaugurale alla presenza, tra gli altri, del sindaco Gaspare Viola. 

“Trattandosi, anche se parzialmente, di un bene confiscato alla mafia - dichiarano il coordinamento regionale e il locale presidio di Libera - l’amministrazione comunale di Santa Margherita di Belìce avrebbe dovuto adottare un approccio diverso nella gestione dell’immobile, trovando una strada che potesse renderlo comunque utile alla collettività rispetto alle norme inerenti alla materia. La decisione inopportuna di utilizzarlo in favore di una parte politica, qualunque essa sia, ne mortifica e annulla il valore collettivo”.

La replica di Deborah Ciaccio

“Sono indignata degli attacchi che in questi giorni sto avendo sulla mia persona e sulla mia famiglia”. E’ un fiume in piena la consigliera comunale e portavoce cittadina di Fratelli D’Italia Deborah Ciaccio, attaccata da altri partiti, che in una nota la chiamano la “Nipote del boss”.  “Ho inaugurato la scorsa settimana il circolo di Fratelli D’Italia a Santa di Margherita di Belice - spiega Ciaccio- dove ho presentato i candidati della provincia di Agrigento. L’inaugurazione è stata fatta in un locale che per il 75% è di proprietà della mia famiglia, mentre il 25 % appartiene ad un mio parente che ha avuto problemi con la giustizia, che ha scontato la sua pena e da cui ho mantenuto, mantengo e manterrò  le distanze. Il 25% del locale è sequestrato, quindi per il circolo io utilizzo quello mio che è in regola.  Sono usciti articoli vergognosi   - dove si allude al fatto che il locale è di proprietà di un mafioso.

Deborah Ciaccio-2

Torno a ripetere, il locale  che utilizzo come circolo è assolutamente in regola e non sequestrato, tranne una stanza che ovviamente non viene utilizzata.  Trovo vergognoso - continua a raccontare la consigliera comunale - in piena campagna elettorale che vengano perpetrati attacchi alla  mia persona, alla mia famiglia  e di conseguenza al partito. Personalmente questi individui verranno querelati da me per diffamazione.  Queste dichiarazioni vanno ad infangare la mia dignità personale e trovo squallido un certo di politica. La politica è fatta di idee, di progettualità e non di attacchi diffamatori in particolare in piena campagna elettorale. Ho avuto piena solidarietà da tutti i vertici  del partito. Sono una persona seria che non ha nulla a che fare con il malaffare”

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