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LA LETTERA: Barbera ad Alfano: "Occorre un progetto politico condiviso con i cittadini"

Riceviamo e pubblichiamo integralmante la lettera che Giovanni barbera ha inviato al segretario de Pdl, Angelino Alfano.

"Premetto che, se qualcuno dei 'colonnelli' del Pdl (o chi per loro), volesse speculare sui valori dell’amicizia, della coerenza, dell’impegno sociale e politico, gli rispondo: i veri traditori o 'poltronisti' non sono coloro che, in questo momento, stanchi di tante battaglie politiche sostenute, deflettono dalla partecipazione al partito, sono da considerare traditori, invece, coloro che, forti del potere conferitogli dal voto popolare, ingannando, con la loro inefficienza, i loro stessi concittadini sono stati assenti dal territorio, non hanno prodotto nulla per il tessuto economico e sociale e, per ultimo, non hanno neanche saputo trovare la sintesi per tenere unita la base del partito. Caro Angelino, dopo l’autosospensione dal partito del Pdl dell’ottimo assessore Giuseppe Putrone, la fuoriuscita del capogruppo al Consiglio comunale di Agrigento Nino Amato, stimato professionista, approdato all’Udc, gli scadenti risultati ottenuti, nelle ultime amministrative, in alcuni centri importanti provinciali, e la mia 'posatura' di fatto, già da diversi mesi, da coordinatore cittadino, poiché ritenuto 'troppo attivo', da parte della 'dirigenza locale' del Pdl, non mi resta che costatare il grave danno causato al partito da costoro che, solo per il fatto di essere stati 'designati' onorevoli (per grazia ricevuta), si sentono investiti da un 'potere sovrannaturale', contrario al mandato conferitogli dal voto popolare. Al mio amico Angelino Alfano, unico, a cui riconosco spiccate capacità politiche ed umane ed a cui rinnovo la mia stima personale, mi permetto di consigliare vivamente di porre più attenzione alle vicende politiche locali, evitando di ascoltare solo i 'consorzi di pensiero preconfezionati' sempre votati al più miserabile 'yes-man' e a presunte verità assolutamente fantasiose. Leggo, tra le righe dei tanti comunicati di questi giorni, che il Pdl lavora alla costruzione di una nuova classe dirigente 'sempre più qualificata' (quindi, quella di prima, era meno qualificata?). Resto basito da tanta superficialità di giudizio, in cui assolutamente non mi riconosco, assieme a molti altri amici. Sarebbe stato opportuno, invece, proporre alla gente, ancor prima di chiedere la sottoscrizione delle tessere, il 'Progetto Politico-Amministrativo' che questi dirigenti intendono realizzare per la nostra città e l’intera provincia. A me risulta, invece, che l’unica attività veramente proficua di questi 'alti dirigenti' sia stata quella dei 'veti', dove hanno dimostrato di essere anche incisivi. Ricordo, forse solo a me stesso, che il partito non è da considerare solamente un club aperto a pochi intimi, ma il luogo naturale dove si discute di programmi e di scelte a favore della collettività. Con la creazione dei dipartimenti all’interno del Coordinamento cittadino e grazie all’impegno e la collaborazione di tanti professionisti (che ringrazio ancora) eravamo riusciti a fare tutto ciò. Non so perché 'a qualcuno'' non è piaciuto. Sollevandoti dalla mia 'ingombrante presenza', non per te, sicuramente per i

'dirigenti di prima generazione', lascio definitivamente il partito, ancor prima che qualche 'dirigente della seconda generazione' abbia la pretesa di 'disconoscere' quella tessera che mi ha consentito di votarti a Roma 'coordinatore nazionale'. Vado via con la consapevolezza di avere fatto tutto quanto nelle mie possibilità per il Partito. Mi resta un grande rammarico: essere stato il fondatore ad Agrigento, tanti anni fa (1993), di un partito in cui oggi non mi posso riconoscere. Io non ho mai tradito, niente e nessuno, e non ho cambiato idea che resta ferma, in ambito politico, alla partecipazione attiva per la formazione del Partito Popolare Europeo. Sono gli 'altri' che hanno tradito. Hanno tradito tutti coloro che hanno creduto che si potesse, effettivamente, realizzare anche ad Agrigento una 'rivoluzione meritocratica'. Io resto fermo al mio modo di fare politica, intesa come servizio alla mia gente: interpretandone le loro esigenze e, per quanto nelle mie modeste possibilità, trovandone le soluzioni opportune. A me, come ai miei amici, non interessa essere 'tirati per la giacca' o dimostrare a tutti i costi di essere di questo o di quel 'partito' o peggio ancora di 'appartenere' a questo o quel politico. Noi siamo noi. Persone libere, però, con un ideale politico, una grande dignità e lealtà. Uomini che hanno perseguito un progetto politico chiaro: al servizio della gente! In siffatto contesto, anteponendo su tutto i valori, abbiamo 'faticato' ma siamo stati, sicuramente, attori attivi ed onesti per migliorare la qualità della vita della nostra città e della nostra provincia (vedi Consorzio Universitario di Agrigento, Progetto per l’istituzione della Metropolitana di superficie Aragona Caldare-Agrigento,  etc.). Oggi, di fronte ad un panorama politico incerto, confuso ed incapace di prendere decisioni, come modesto operatore politico di questa Città, sento ancora una volta  di dovere assumere decisioni che facciano chiarezza anche con la gente. Come già ti ho anticipato nell’incontro di sabato 8 ottobre 2011 a Palermo - incontro proficuo e civile, i cui termini sono stati sereni, chiari, onesti e in cui Tu con la Tua (solita) gentilezza e garbo mi hai chiesto il mio (solito) impegno per il partito - ho rassegnato la volontà di non volere più occuparmi dell’organizzazione. In virtù anche del fatto che, già da diversi mesi, avvertivo un clima, da parte dei 'colonelli', sicuramente non di collaborazione anzi… osteggiante. Dopo tanti anni di duro, leale e fattivo lavoro per il Partito - Campagne elettorali per i vari Onorevoli regionali, nazionali ed europei, Responsabile Motore Azzurro e Coordinanatore Cittadino, e ancor prima, nel 1994, come coordinatore provinciale di ben 134 club di Forza italia nella nostra provincia (che faceva sorridere tanti dell’attuale classe dirigente) - ti ringrazio, sinceramente, per l’opportunità, per le gratificazioni umane e professionali  che ho ricevuto e, infine, per la proposta di continuare ancora la mia attività per il Partito. Oggi, però, ho deciso di passare la mano ad altri sicuramente più motivati e bravi. Ciò non toglie che continuerò, finchè lo riterrai opportuno, a rimanere Tuo Amico. Un amico che ha avuto l’onore ed il privilegio di votarti, al Consiglio nazionale a Roma il 1 luglio 2011, coordinatore nazionale unico del Pdl. Oggi, però, decido di moltiplicare gli sforzi e di continuare il mio impegno di cattolico, liberale e moderato (pur modesto e forse non all’altezza) assieme ad un gruppo di amici e a quanti vorranno aiutarci, sempre ricercando soluzioni ai gravi temi che attanagliano la nostra  città e la nostra provincia. Riparto, però, indicando, lealmente, la mia strada. Riparto da Zambuto sindaco e dal duro lavoro che attende  tanti 'volenterosi per la città', da ora alle imminenti elezioni amministrative. Da Zambuto perché, di fronte alle candidature che si profilano, la reputo la più moderata, efficace, proficua e, infine, meno traumatica per i cittadini, poiché è in grado di dare continuità all’azione amministrativa già intrapresa. Mi permetto, però, un ultimo chiarimento politico: sarebbe stato più facile intuire e praticare una Politica di alleanze nella nostra provincia, che aggregasse il popolo dei moderati sotto una 'casa comune', al fine di essere operativi e concreti nell’attualizzare scelte, per la città e la provincia, molto più produttive nell’interesse esclusivo dei concittadini. Invece, si è preferito, ad oggi, il tatticismo, peggio ancora la politica dei veti, non solo sulle persone ma a volte anche sui partiti, non consentendo la risoluzioni di problematiche strutturali che, invece, necessitano di sinergie politiche. Bisogna offrire ed incentivare, invece, nuove proposte politiche e prospettive di rapporti, di dialogo, di progetti, tra persone  che avvertono fortemente  la volontà di operare secondo i principi della sussidiarietà e della solidarietà  al di là di steccati sterili ed infruttuosi dei partiti. Solo ricostruendo la grande 'area dei moderati' che guarda al 'bene comune' si potrà ritornare con maggiore celerità e forza ad operare nell’interesse esclusivo dei cittadini! Quello che interessa, in questo particolare momento di disagio economico sociale, è un 'progetto politico per la città' condiviso con i cittadini che hanno a cuore il miglioramento della qualità della vita, una burocrazia più efficiente e celere, una attenzione particolare ai giovani e alle loro problematiche, prime fra tutte il lavoro, e la solidarietà ai più bisognosi. 'Volenterosi' che auspichino un vero cambiamento di rotta e che si riconoscano nei valori del cattolicesimo liberale e moderato e che sposino la meritocrazia e la legalità come modello di vita. Caro Angelino, spero di non averTi tediato troppo e Ti auguro sempre i migliori successi nell’interesse degli italiani. Con la mia solita sincera schiettezza ti invio un cordiale e  sincero “in bocca al lupo”.

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