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Città ancora senza bagni pubblici, Di Rosa: "Dopo anni non è cambiato nulla"

Il vicepresidente di Codacons stigmatizza l'immobilismo che riguarda un importante servizio per la collettività

La mancanza di bagni pubblici in città, ormai cronica (stante che sono chiusi e inutilizzabili ormai da alcuni anni) torna al centro del dibattito cittadino. A ribadire la necessità di fornire questo servizio minimo ai turisti (e non solo) è l'associazione Codacons attraverso il suo vicepresidente provinciale Giuseppe Di Rosa.

"Da anni oramai mi occupo della riapertura dei bagni della città - dice - e sembrava tutto dovesse cambiare con la nuova amministrazione, amministrazione che ha inserito un addetto ai lavori come assessore al turismo, una amministrazione che in campagna elettorale ha preso precisi impegni con la città, una amministrazione che purtroppo sta continuando sulla falsa riga di chi l’ha preceduta sperperando la tassa di soggiorno per spettacoli ed altre manifestazioni che nulla hanno a che vedere con le indicazione contenute nella legge che regola le tasse di scopo. L’apertura dei bagni pubblici in una città che punta sul turismo e che dice di tenere alla classi deboli dei suoi cittadini quali possono essere anziani, bambini, donne in dolce attesa, persone ammalate o persone colpite da un malore improvviso - continua - non può essere certamente una città senza bagni pubblici, ed allora, mentre in altre realtà si parla di bagni pubblici con ingresso consentito con la Carta Regionale dei Servizi (tessera sanitaria), ad Agrigento anche usufruire di un bagno pubblico, è sempre più un miraggio".

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