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Sabato, 21 Maggio 2022
Politica

Tredici leggi su 23 impugnate all'Ars, Firetto: "Un singolare e preoccupante spaccato"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

L'auto-processo del Presidente dell'Assemblea Regionale Sicilia, Gianfranco Miccichè, è coraggioso e fornisce un singolare e preoccupante spaccato. Una prassi ingiustificabile con le regole del buon amministrare. Afferma che c'è un problema e bisogna trovare soluzione: tredici leggi impugnate, su 23 esaminate da Palazzo Chigi, dall'inizio dell'anno.  

E' la denuncia di un andazzo insostenibile. Aggiunge di avere "accettato che tante norme venissero approvate in aula" per un perverso "meccanismo per cui dalle commissioni arrivano leggi in aula che, se volessimo essere rigidi non dovremmo neanche accettare". Le leggi vengono deliberate consapevolmente in modo illegittimo?

Un'ammissione non di poco conto. Quindi, le norme vengono approvate solo per dare dimostrazione  di un interessamento politico a chi dovrebbe esserne beneficiario, finendo poi per attribuire la responsabilità del rigetto al Governo nazionale. La solita storia: "Piove, Governo ladro". Roma colpevole calpesterebbe un diritto "acquisito".

L'ARS opererebbe a maggioranza soltanto per accontentare lobby, clientele e non, invece che  nell'esclusivo interesse dei siciliani tutti! Appare scontato, quindi, secondo questa auto-denuncia che i parlamentari, pagati coi soldi dei siciliani, investono tempo e denaro pubblico- perché le Commissioni hanno un costo per la collettività! - soprattutto per fare leggi illegittime. Cioè per fare poco o nulla. In Sicilia, in un periodo storico in cui le imprese sopravvivono a fatica, la disoccupazione raggiunge il 18 % e il dato sulla disoccupazione giovanile supera  il 48 %, se c'è una cosa di cui non si ha certamente bisogno è di leggi farlocche. Servono, invece, norme che agiscano strutturalmente sul sistema economico siciliano. Se poi a questo triste quadretto aggiungiamo il fallimento della Sicilia con 61 progetti a valere sul PNRR, bocciati per manifesta incapacità della burocrazia regionale, possiamo dire che questa politica siciliana è un grande pasticcio. Unica regione in Italia a totalizzare zero progetti e a perdere di conseguenza  422 milioni di euro. Sicilia: un film già visto dal titolo "La grande tristezza".  Serve che i siciliani prendano coscienza di una situazione non  sostenibile.

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