Beni culturali, Firetto contro i tagli ai comuni: "Passo indietro di 15 anni"

Il sindaco di Agrigento commenta duramente l'approvazione all'Ars dell'articolo 3 del ddl 1214 contenuto nella "mini finanziaria": "Un colpo di mano con cui si azzera ogni precedente intesa"

Lillo Firetto

"Ieri, all’Ars, è stata scritta una povera pagina, una pagina di agonia. Un colpo di mano con cui, di fatto, si azzera ogni precedente intesa con i comuni sulla gestione dei Beni culturali. Un’azione subdola attuata in barba alle intese e alle concertazioni avviate con i sindaci, che avevano manifestato allarme sin dalle scorse settimane". Lo afferma in una nota il sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, commentando l'approvazione all'Ars dell'articolo 3 del ddl 1214 contenuto nella "mini finanziaria", che toglie ai comuni fino al 30 per cento degli incasso dei biglietti di musei e aree archeologiche,

"Un flebile numero legale di parlamentari, in bilico tra l’esigenza di un naturale rinvio e l’urgenza inspiegabile di chiudere nel peggior modo possibile la seduta a danno dei Comuni, - ha aggiunto Firetto - ha azzerato di punto in bianco tutte le strategie europee, nazionali e regionali condotte con l’Anci e con il Cunes sulla valorizzazione territoriale dei siti Unesco; ha compromesso un percorso virtuoso e attuato una disonorevole inversione di rotta rispetto alle politiche di sviluppo con metodi anacronistici e incoerenti".

"La deputazione - prosegue il sindaco - dovrà ora assumere dinanzi al proprio elettorato la responsabilità di un passo indietro di oltre 15 anni che centralizza la burocrazia, rafforza gli apparati regionali, difende posizioni direttive e stipendi, paralizza il settore del turismo e impedisce ogni forma di valorizzazione e promozione. I parlamentari presenti ieri all’Ars hanno inteso tracciare una più profonda linea di demarcazione tra le città e il loro patrimonio. Alla ripresa dei lavori d'Aula non potremo accettare che si compia l'ulteriore sottrazione di speranza di crescita; il sistema imprenditoriale del turismo che ruota attorno al patrimonio dei beni culturali reagirà con fermezza o sarà la fine di ogni progetto di valorizzazione, l’addio ad una strategia di sviluppo, lo scadere di ogni programma, un inesorabile declino voluto da tirannucci che mancano di visione e si nascondono dietro il voto segreto".

"Le città siciliane, è vero, hanno il compito e il dovere di ripristinare la legalità combattendo e demolendo ogni forma di abusivismo; i cittadini si fanno già carico dei costi di enormi flussi di visitatori, del controllo delle strade e della loro pulizia. Ma per i sindaci c'è anche un dovere verso i propri cittadini: difendere il loro diritto ad un futuro migliore. Non possiamo e non vogliamo accettare la scelta scellerata che passi una manovra finanziaria - conclude il sindaco di Agrigento - con cui si ribalta deliberatamente e fraudolentemente la posizione debitoria nei confronti dei territori in cui i beni culturali ricadono”.

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