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Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

"Angeli e demoni" al Comune di Agrigento

Gli assessori si scagliano contro gli esponenti del Pdl al Governo nazionale. Rispondono Alfano...

"Per quanto ancora abuserete della nostra pazienza? Per quanto ancora della pazienza dei cittadini che lavorano, che pagano le tasse, dei disoccupati, dei giovani senza prospettive, delle persone oneste che devono quotidianamente far quadrare i conti per consentire una vita dignitosa ai propri figli?". Inizia così l'intervento degli assessori comunali Renato Bruno, Renato Buscaglia, Giuseppe Gramaglia, Angelo La Rosa, Pietro Mirotta, Massimo Muglia, Rosalda Passarello, Gianluca Spinnato in relazione all’attuale situazione politica.

"In Parlamento - continuano - siedono ormai alcuni dei simulacri pietosi della peggiore politica clientelare, arruffona e immorale. In cosa sono diversi, ci chiediamo, da chi ha decretato il tracollo morale e finanziario del nostro Paese? Non hanno forse i loro leaders continuato la fatiscente tradizione di trascinarsi in Parlamento gli 'asini da soma' al posto dei 'cavalli di razza'? Non sono forse gli epigoni di un regime corrotto, ignorante ed immorale del quale offrono la mera parvenza di ipocrita nuovismo? Youtube sta diffondendo una delle peggiori rappresentazioni della nostra città: come fanno, si chiederanno tutti i cittadini del mondo, gli agrigentini a farsi rappresentare in Parlamento da chi, come 'Totò', vuole vendersi la fontana di Trevi, e sostituire i templi dorici con copie di cartone (suggeriamo noi: plastificate) per fare cassa, quella cassa che consente loro di prendere ventimila euro di stipendio mensile, di sistemarsi figli ed amiche, di lucrare pensioni esorbitanti a spese nostre? Di villeggiare a Roma o a Palermo senza mai pensare minimamente di fare qualcosa per la loro e nostra terra? E’ immorale e scandaloso il loro disprezzo per tutti gli amministratori che, con spirito di sacrificio, con costante impegno, con passione, senza alcun tornaconto, provano a difendere i cittadini, i più bisognosi di solidarietà ed aiuto, provano a fare gli interessi pubblici e non a perseguire private carriere, che non rubano con l’ausilio di leggi compiacenti, laute pensioni e immorali stipendi. Che non rubano. Non depredano le casse pubbliche, non aggirano le norme, non truffano la pubblica amministrazione, non se ne servono ma la servono: è questa la differenza. E’ l’ora delle scelte: ciascuno, d’ora in poi, è chiamato a scegliere da che parte stare; non in quale partito o schieramento, ma se dalla parte dei cittadini e delle leggi morali o dalla parte degli interessi della 'casta', dell’immoralità pubblica, degli arricchimenti dei forti a spese dei deboli. E’ l’ora in cui chi è suddito dei potenti padroni lo dica, chi è uomo libero si ribelli e con scelte morali, chiare ed inequivocabili stia dalla parte giusta. Noi ci proviamo e ci sottoponiamo al giudizio dei cittadini, se sarà negativo ci faremo da parte secondo le regole della democrazia e non secondo il 'porcellum' che premia i peggiori, annulla i cittadini e crea mostri".

Secca la risposta del presidente del Consiglio comunale, Francesco Alfano, al quale fanno coro i consiglieri Alessandro Sollano, Roberto Calì, Fabio Cordova, Francesco Galvano. “L’autorappresentazione di una squadra di persone che 'non rubano, non depredano le casse pubbliche, non aggirano le norme, non truffano la pubblica amministrazione, non se ne servono ma la servono' - scrivono - è tanto autoreferenziale quanto patetica e scarsamente convincente visti i risultati. Per non parlare dell’attacco che gli assessori muovono al sistema elettorale nazionale, al cosiddetto 'Porcellum' reo di portare in Parlamento i deputati comodamente, così come, probabilmente, gradirebbe arrivarci il sindaco. La differenza tra questi parlamentari, di cui parlano gli assessori, e gli esponenti della giunta Zambuto è che i primi sono passati nella loro vita politica attraverso bagni elettorali che li hanno visti vincere su fronti diversi, raccogliendo consensi vastissimi, questi ultimi (gli assessori di Zambuto, tranne qualche eccezione) non hanno idea di cosa significhi presentarsi al giudizio dell’elettorato, o meglio lo sanno bene e preferiscono fare lo slalom tra un incarico di sottogoverno e una poltrona di assessore. E' chiaro che il tentativo di alzare molta polvere nasce dalla paura di venire schiacciati dal giudizio implacabile degli insoddisfatti e delusi cittadini. Ma prima ancora forse, nonostante il momento non sia dei più allegri, una risata provvederà a cancellare questa triste esperienza politica e amministrativa".

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