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Amministrative, il commento di Antonio Sinesio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Le ultime elezioni amministrative hanno sanzionato la sconfitta del Partito Democratico anche in quelle città, come Torino, dove il mio partito ha governato bene e con profitto.

Molti sono rimasti sorpresi e delusi ma la sconfitta del partito è da imputare principalmente a Matteo Renzi, che nel doppio ruolo di Premier e di Segretario del partito, ha fatto pagare al PD la inefficenza dell'azione politica del suo governo, protesa più ad una grande mediazione tra i poteri forti con l'intento di occupare più velocemente i gangli vitali del Paese, piuttosto che introdurre politiche di redistribuzione della ricchezza e di rafforzamento dello stato sociale; non si è guardato alle classi sociali svantaggiate ( anziani, giovani disoccupati, famiglie monoreddito o senza reddito), ma si è preferito dare ascolto al mondo della finanza e delle banche, anche in presenza di situazioni al limite delle liceità, come nel caso della Banca Etruria; si è ritardato in maniera colpevole la modifica della riforma Fornero, che da un lato ha determinato il dramma di cittadini-lavoratori senza lavoro e senza pensione e dall'altro ha bloccato quel turn over indispensabile per l'ingresso dei giovani nel mondo del lavoro.

In questo contesto, la classe dirigente del mio partito, anziché svolgere una azione critica e di cerniera tra il popolo e le istituzioni, ha preferito assumere un atteggiamento prono verso il “capo”, al fine di ingraziarsene le simpatie e mantenere sicuro il proprio posto.

In Sicilia, poi, la situazione è ancora peggiore, con un Presidente ed un governo regionale del quale non si comprende la visione e la missione e che appare assolutamente dissociato dalla realtà e nel quale il PD resta saldamente in maggioranza solo ed esclusivamente per rinviare nel tempo il confronto con il popolo e preservare i posti di governo, sotto governo, anzichè sviluppare politiche di risanamento e di crescita della Sicilia.

In tal senso, il Partito Democratico si è speso in termini di propaganda e proselitismo, con in testa il Vice Capo Gruppo all'ARS On. Giovanni Panepinto, sulla questione dell' acqua pubblica, su cui vi è stato anche un referendum ed il cui risultato ad oggi continua ad essere violato e disatteso, tant'è che in provincia di Agrigento il costo dell'acqua è il più alto d'Italia, per poi scoprire che l'acqua erogata non è potabile e i depuratori sono sotto sequestro giudiziario perchè fuori legge.

Allora mi chiedo e chiedo all'amico Giovanni Panepinto: perchè non attivarsi per verificare come si muove la società concessionaria del servizio idrico in provincia di Agrigento e, in presenza di criticità, quale strada suggerire affinchè il servizio sia degno di una comunità civile e sviluppata? ed ancora, chiedo all'amico Giovanni Panepinto, prendendo lo spunto da un suo comunicato “ che non è possibile fare viaggiare per la Sicilia i rifiuti” che cosa intende proporre per la soluzione di questo problema divenuto non procrastinabile.

Antonio Sinesio, presidente Assemblea Provinciale Pd

E poi, visto che il mio Partito è forza di governo sia a Roma che a Palermo, mi chiedo e chiedo ai nostri deputati cosa fare in provincia di Agrigento, per fermare la desertificazione culturale sussequente tra l'altro alla chiusura del Polo Universitario, che si va sommare alla desertificazione imprenditoriale che ha fatto sprofondare Agrigento tra le ultime posizioni per qualità della vita e dei servizi.

Perchè allora meravigliarsi di fronte a tali problematiche della defaiance del Partito Democratico e di quei alleati che rappresentano solo se stessi e che stanno lì solo per passare all'incasso di qualche seggio sicuro alle prossime elezioni nazionali in forza della legge elettorale Italicum ?

In presenza di questa situazione, chiedo ed insisto che il nostro Segretario Regionale, On. Fausto Raciti, rassegni le proprie dimissioni e con lui il Segretario Provinciale, Ins. Giuseppe Zambito, per la mancanza di proposta politica e per la assenza di azioni finalizzate al miglioramento della Sicilia.

Al mio partito, a quel soggetto politico che ho contribuito a creare con forza e contro la volontà della maggior parte della deputazione nazionale e regionale, dico che lotterò per il proprio rilancio che deve passare per un progetto che veda l' uomo, in quanto tale, al centro della azione.

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