Politica Canicattì

Elezioni sempre più vicine, Cesare Sciabarrà ufficializza la candidatura: “Ci vuole un’ alternativa e non l’alternanza” 

Il giornalista, particolarmente attivo nel territorio, scende ufficialmente in campo per le imminenti amministrative: "La città ha bisogno di essere traghettata nel periodo post Covid puntando alla riorganizzazione della macchina amministrativa"

Il giornalista Cesare Scibarrà scende ufficialmente in campo per le imminenti amministrative a Canicattì.

“Apprendere che c’è qualcuno che vuole continuare il programma intrapreso - ha detto - è uno dei motivi che mi convince ancor di più, qualora fosse necessario, a candidarmi. Ci sono stati ben 15 anni di vuoto amministrativo che corrisponde a una voragine debitoria mai vissuta dal Comune di Canicattì, ma che al contempo coincide con uno dei periodi più bui sia dal punto di vista amministrativo e politico che dal punto di vista sociale, culturale ed economico. 

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In tutti questi anni  - continua Sciabarrà - abbiamo seguito le vicende che riguardano questa nostra comunità, dal punto di vista giornalistico, denunciando ed evidenziando storture e distrazioni (per utilizzare un termine gentile) inenarrabili. 

Canicattì, comunità tra le più operose presenti in Sicilia, non può meritarsi una classe dirigente di questo genere. La città ha bisogno di essere traghettata nel periodo post Covid, puntando alla riorganizzazione della macchina amministrativa, al coinvolgimento di tutta la comunità in maniera seria  senza i soliti “cerchi magici” che servono a ben altra cosa”. 

Sciabarrà ha già le idee chiare a parla di un programma molto preciso ed appassionato: “Abbiamo scritto un programma elettorale di pugno e di pancia. Un programma vero, non scopiazzato da altri comuni come ormai da anni accade. Un programma fatto a vestito sulla nostra città, a km zero, che punta a far tornare ad essere Canicattì uno dei comuni di punta della nostra regione. 

Tra i punti prioritari figura la gestione dei rifiuti, ad oggi un vero fallimento che continua a costare alla comunità una valanga di soldi senza riceverne alcun beneficio.

Abbiamo chiara l’idea di dove stia il problema e altrettanto chiaro il fatto che fin qui non si è mai voluto risolvere. 

La candidatura di soggetti che in questi ultimi anni hanno amministrato con risultati che sono sotto gli occhi di tutti è un chiaro accanimento di una classe politica che ne gestisce le fila e che ritiene Canicattì ormai una propria roccaforte di voti e non solo. La nostra candidatura serve a scardinare questo sistema, ad interrompere questo circolo vizioso il cui prezzo altissimo è pagato dalla comunità.

Dobbiamo convincere chi, affetto dalla Sindrome di Stoccolma, non riesce più a distinguere chi tiene prigioniera questa città da chi la vuole liberare. 

Ci auguriamo che i candidati siano disposti al confronto pubblico, al fine di potere loro chiedere le tante spiegazioni che in questi anni non hanno mai dato ai cittadini, perché taluni si sono affidati al silenzio durato cinque anni, altri a mezzi  di comunicazioni amiche le cui domande conoscevano già le risposte. 

Noi ci rivolgiamo a un elettorato libero, ancora in possesso del proprio voto, perché non scambiato con promesse e inganni elettorali. Ci rivolgiamo a chi, piuttosto che pensare al piccolo favore personale, ha a cuore il benessere di un’intera comunità”.

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