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Martedì, 28 Maggio 2024
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Elezioni 2024, è la carica dei sedici aspiranti sindaci: tra tentativi di riconferma e volti nuovi

Solo tre primi cittadini sui sei Comuni chiamati al voto si sono riproposti agli elettori. Ovunque regnano le liste civiche, senza un impegno diretto dei partiti

Poche donne (una sola su due uscenti sta ritentando la candidatura come sindaco), tante liste civiche trasversali, molti progetti (e probabilmente tanti annunci) per le comunità che si ambisce ad amministrare. Sedici in totale gli aspiranti sindaco per questa tornata, con solo 3 uscenti che stanno tentando la ricandidatura, cioè Maria Grazia Brandara - unica donna candidata - a Naro, Domenico Gueli a Santa Elisabetta e Antonio Pitruzzella a Campobello di Licata. Quest'ultimo è rimasto in carica, in realtà, una manciata di mesi: a interrompere la consiliatura è stato l'annullamento del voto disposto dalla giustizia amministrativa.

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Tra gli ex sindaci che stanno provando a tornare in "sella" vanno certamente indicati Salvatore Petrotto a Racalmuto, ma anche Michele Termini proprio a Campobello di Licata, mentre a Caltabellotta e Alessandria della Rocca sarà sfida tra outsider. Nella "Città della ragione" si segnala inoltre, tra gli assessori designati, anche una personalità del mondo del giornalismo e della scrittura come Gaetano Savatteri, che sostiene la candidatura di Salvatore Picone.

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Sono le amministrative degli "addii", con sindaci uscenti dati per "papabili" fino a pochi giorni prima della consegna delle liste che alla fine non hanno potuto chiudere il "cerchio" intorno alla loro candidatura. È l'esempio di Vincenzo Maniglia a Racalmuto, il sindaco di Caltabellotta Calogero Cattano, che si è messo da parte per accordi politici e il sindaco uscente di Alessandria della Rocca Giovanna Bubello. 

A dominare in questo voto estivo è certamente il "civismo": quasi ovunque i candidati sono supportati da liste del sindaco e rari, rarissimi, sono i simboli di partito. Un caso a parte è Campobello di Licata, che è anche l'unica elezione che appare strategica per i partiti politici, che qui si cimenteranno concretamente in termini di peso elettorale ma, anche, per quanto riguarda le alleanze future. Anche in questo caso, però, nessuna traccia dei simboli ma solo liste "di scopo".

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