Procreazione assistita, la denuncia di Pullara: "In Sicilia troppi ritardi"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

I dati e gli elementi emersi dal congresso della SIRU – Società Italiana della riproduzione umana, non possono che aprire una seria riflessione sui ritardi che in Sicilia registriamo quotidianamente in materia di procreazione assistita. Lo dichiara Carmelo Pullara, Presidente del Gruppo parlamentare Popolari ed Autonomisti.
Già in occasione di un audizione in VI Commissione  lo scorso settembre, avevo invitato tutte le aziende sanitarie a voler trasmettere i dati circa le liste d’attesa e le procedure attuate in merito alla PMA e contestualmente al Governo di effettuare una ricognizione ed un nuovo riparto delle risorse disponibili, al fine di garantire l’uniformità del servizio.
Purtroppo i dati non sono mai arrivati mentre nel frattempo i costi per coloro i quali debbono seguire i percorsi di assistenza sono sempre più alti.
Non è consentito in una società civile che il diritto alle cure finalizzate alla procreazione e dunque al soddisfacimento del tessuto familiare debbano essere erogate solo per coloro in grado di sostenere una spesa non indifferente.
Poggia su questo ragionamento – conclude Pullara- la ratio della norma inserita nel disegno di legge collegato della VI Commissione ed approvato dalla stessa con cui si istituisce il capitolo con la dotazione finanziaria che perché vi sia un’equa distribuzione di finanze che consenta a tutti i centri pubblici regionali di poter riavviare i percorsi di procreazione medicalmente assistita, tale soluzione sicuramente non del tutto bastevole al pieno soddisfacimento del fabbisogno è comunque un dato che attueremo in attesa che il Ministero della salute autorizzi i nomenclatori di spesa a carico del SSN.
Il diritto alla procreazione che si interseca al proliferarsi di sempre più patologie che ne compromettono il percorso non può non essere un impegno non rimandabile.

Torna su
AgrigentoNotizie è in caricamento