Coronavirus e scuola, Italia Viva Agrigento Sturzo: "Ribaltiamo subito l'esame di maturità"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Ci avviamo a completare i due mesi di sospensione delle attività didattiche, un tempo abbastanza lungo che avrebbe potuto consentire l’individuazione di un  progetto alternativo, sia in termini di didattica che di nuova regolamentazione dell’esame di Stato. Stendiamo un velo pietoso sulla didattica a distanza, spacciata come azione di sostegno e di indirizzo degli studenti, quando invece ha dimostrato l’inconsistenza e l’incapacità del sistema di affrontare una sfida o risolvere un problema. 

Ci troviamo di fronte ai dirigenti scolastici, stretti tra l’ossequiosa e acritica osservanza degli ordini superiori, e una classe docente, gerarchicamente subalterna che ha rinunciato supinamente all’alta garanzia costituzionale della libertà di insegnamento. In tutto questo, gli studenti hanno perso totalmente la centralità e conseguentemente finiscono per essere vittime disorientate di un stato confusionale generale. I docenti rimangono ancora strenuamente legati ad un “programmuccio” superato, che ormai rimane solo nella loro testa, costruito su una sequenza di argomenti che spesso non hanno alcuna reale funzione educativa e formativa.

Manca un serio aggiornamento e una modernizzazione dei contenuti. Troppo tempo sprecato dietro alle “scadenzuccie”, ai moduli, alle burocrazie, alle prove invalsi, alle prove parallele, fino ad arrivare alla grande truffa dell’alternanza scuola lavoro. Il tutto ammantato da un falso efficientismo che nasconde la povertà culturale e la inadeguatezza storica, a fronte di una generazione di studenti con una molteplicità di fonti informative alternative che rendono il sistema scolastico stantio e obsoleto. I due mesi di “programma” non svolto, producono un danno irrisorio, se paragonato a tutto il tempo sprecato per tutte le attività extra-scolastiche di dubbio valore culturale e formativo, svolte ogni anno. Non si pianga sul latte versato, si punti invece immediatamente a dare direttive agli studenti per l’individuazione libera, o guidata che sia, di tematiche che sfondino le anguste barriere delle singole discipline e che diano loro l’opportunità di affrontare un esame di Stato attraverso una discussione multidisciplinare, libera, seria e consapevole con la quale lo studente potrà esprimere la sua personalità e le sue conoscenze. 

Abbiamo una grande opportunità, ribaltiamo la commissione, rendiamo il maturando protagonista della sua valutazione, sottraiamolo a quel simulacro di tribunale oscillante tra il patetico e l’inquisitorio che è la commissione stessa. Non sprechiamo questa occasione, questa piccola perdita può diventare una grande risorsa, una scommessa, una grande sperimentazione. Provateci, osate e darete dignità agli studenti ormai maggiorenni, ma soprattutto restituirete a voi stessi, e alla scuola, la dignità e la vitalità perduta di un sistema scolastico che già da tempo ha celebrato il suo totale fallimento.
 

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