Rischio zona rossa, Spataro: “La gestione dell’emergenza sanitaria da parte del sindaco è fallimentare”

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

“Sono imbarazzanti le dichiarazioni di Miccichè. Non prende alcuna decisione, rimette agli altri ogni provvedimento e poi annuncia che ci avviamo verso la zona rossa”. Il consigliere comunale di Agrigento, Pasquale Spataro, bolla come fallimentare la gestione dell’emergenza sanitaria da parte del sindaco.  

“Piuttosto che attendere quasi passivamente l’incremento dei contagi in città – aggiunge Spataro – avrebbe dovuto assumere gli opportuni provvedimenti, mettendo in campo adeguate misure di prevenzione che fino ad oggi non si sono viste, e che adesso, ahimè, appaiono tardive. Non ci si può limitare a lanciare allarmi, qui la situazione si fa giorno dopo giorno delicata, complessa e complicata, rispetto alla quale servono azioni immediate, coraggiose e di responsabilità. Il sindaco chiuda vie e piazze a rischio assembramento e intervenga anche sui mercati rionali. Ed ancora, visto che ritiene di non avere competenza in materia, si faccia carico della necessità di chiudere le scuole di ordine e grado della città, operando adeguato pressing nei confronti di chi abbia la prerogativa di farlo. Decidere di non decidere – evidenzia Spataro - ha fatto sì che la curva epidemiologica peggiorasse drasticamente. Lo scenario che si sta delineando, complice un atteggiamento di eccessiva ed incomprensibile prudenza del sindaco,  è piuttosto preoccupante. E adesso si presenta per sbandierarci la zona rossa, come se fosse un mero e semplice cambio di colore. No, purtroppo non è così.  L’eventuale collocazione di Agrigento in zona rossa – conclude Spataro – determinerebbe un ulteriore grave danno economico e sociale per il nostro territorio, con evidenti responsabilità in capo all’amministrazione comunale, incapace di prendere le decisioni giuste nei tempi opportuni. La campagna elettorale è finita da un bel po’, non si può accontentare tutti. La tutela della salute pubblica ha la priorità, così come merita grande attenzione la salvaguardia delle attività produttive, a costo anche di misure impopolari”.              

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