Lunedì, 20 Settembre 2021
Politica

Acqua pubblica e problemi nell’avvio di Aica, Palumbo: “Servono misure concrete”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di AgrigentoNotizie

Il candidato sindaco a Favara Antonio Palumbo di “Scegli progetto comune” interviene dopo il palesarsi delle difficoltà tecniche connesse alla legge regionale che avrebbe dovuto finanziare la fase di avvio della consortile.

“Per l’ennesima volta i cittadini hanno dovuto subire l’affronto di veder presentata come una concessione qualcosa che per loro sarà un costo e questo è inaccettabile soprattutto se a farlo sono organi istituzionali e se in ballo vi è un servizio pubblico primario ed essenziale”.

“Quando a fine luglio dall’Ars arrivò l’ok alla costituzione di un fondo di 10 milioni di euro per sostenere le attività iniziali della consortile idrica, in tanti esultarono e qualcuno, tra gli occupanti di Sala d’Ercole, ebbe persino il coraggio di ‘rivendere’ quel provvedimento come una manifestazione di interesse, di amore della deputazione di centrodestra per la provincia. Una dimostrazione ‘competenza’ che è stata esibita anche durante i primi scampoli di campagna elettorale a Favara, senza alcun ritegno.

Va detto chiaramente ai cittadini, purtroppo - prosegue Palumbo - che si è trattato solo dall’ennesimo tentativo di spacciare come un regalo qualcosa che alla fine pagheranno i contribuenti, in termini di costi e di mancato servizio. Quanto emerge in queste ore fa temere fortemente per il futuro dell’acqua pubblica, obiettivo che noi abbiamo sempre sostenuto senza se e senza ma, con un impegno diretto fin dal 2010 a sostegno del referendum che si tenne poi nel 2011 grazie alla grande partecipazione popolare.

Da tutt’altra parte, e a difesa di tutt’altri interessi erano invece schierati certi soggetti che, dicono le inchieste, hanno alimentato l’‘assumificio’ privato e oggi tentano di rifarsi una verginità. Non lo accettiamo. 

Il Governo regionale ammetta che il sistema è collassato, faccia mea culpa e trovi una soluzione che sia alternativa all’ipotesi attuale che si è palesata come irrealizzabile da un punto di vista tecnico per i Comuni con il rischio che ad essere vessati siano ancora una volta i cittadini. Non possiamo permettere che il cammino, ormai avviato, per l’acqua pubblica, venga interrotto bruscamente per incapacità o, peggio, dolo”.

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