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Acqua inquinata, l'opposizione chiede le dimissioni del sindaco

Acqua inquinata, l'opposizione chiede le dimissioni del sindaco

Acqua inquinata, l'opposizione chiede le dimissioni del sindaco

Dopo oltre sette mesi da quando è sorto il problema delle sorgenti inquinate dal norovirus, i...

Non si è ancora risolto il problema della potabilità dell'acqua a Santo Stefano Quisquina. Nella seduta del Consiglio comunale del 2 agosto scorso, su proposta del gruppo di opposizione, con voto unanime è stata approvata una risoluzione con la quale è stato deciso di procedere all'approvvigionamento del paese con attingimento dell'acqua potabile da una sorgente alternativa rispetto a quella inquinata dal norovirus, indicando un percorso risolutivo del problema, in essere dal mese di marzo, utilizzando acqua della Capo-Favara o di altre sorgenti alternative esistenti nel territorio quali i pozzi Montecatini o i pozzi Sant'Elia.

"Sono passati oltre due mesi dall'adozione della risoluzione, e altri sette mesi da quando è sorto il problema della non potabilità dell'acqua - ha affermato il gruppo di opposizione - e il sindaco ha fatto poco, nella sostanza nulla, dimostrandosi incapace e inconcludente, lasciando la cittadinanza in una situazione insostenibile e insopportabile. I cittadini sono allo sbaraglio, alla ricerca di quei pochi abbeveratoi ancora esistenti o di sorgenti naturali del territorio e fuori dal territorio per potersi approvvigionare per gli usi potabili senza spendere soldi. Si evidenzia che cinquemila cittadini hanno atteso invano che l'acqua potabile tornasse nei rubinetti delle proprie abitazioni, sottolinenando che il tema dell'acqua ha una priorità assoluta, non può essere trattato con superficialità e noncuranza e che occorre affrontarlo con decisione e, soprattutto, con la massima urgenza più volte sollecitata. Nessuno mai avrebbe immaginato che a Santo Stefano, paese dell'acqua, si fosse arrivati a quasto punto. Pertanto il gruppo consiliare di opposizione chiede al sindaco leto Barone le dimissioni".

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