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Rubò acqua, assolto perché a denunciarlo doveva essere il vicino

L'uomo, un empedoclino, rubava il liquido dall'impianto dei propri dirimpettai, che per la corte erano gli unici in diritto a denunciarlo

La Corte d’Appello di Palermo accogliendo l’impugnazione dell’avvocato Luigi Troja ha assolto l’empedoclino M.F. carrozziere di 48 anni. L’uomo era stato condannato dal Tribunale di Agrigento alla pena di sette mesi di reclusione perché accusato di prelevare acqua dall'impianto dei vicini per rifornire la propria villa e riempire tra le altre cose la propria piscina. In prima istanza il Tribunale di Agrigento condannò l'empedoclino, denunciato dal locale commissariato, a sette mesi di reclusione. 

L'avvocato Troja propose appello sostenendo l’improcedibilità in quanto la querela doveva essere proposta dall’intestatario della utenza idrica dalla quale l’acqua veniva sottratta mentre nel caso di specie a fare la denuncia era stato un congiunto. La Corte pertanto proprio per difetto della querela ha dichiarato il non luogo a procedere.
 

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